Cresce il reddito in Abruzzo ma la distanza con il nord resta netta: -18mila euro

Teramo è la quinta provincia d’Italia per aumento del potere d’acquisto: + 4,8%. Pescara è la realtà regionale con il reddito pro-capite più alto: quasi 22mila euro
TERAMO. In Abruzzo il reddito delle famiglie resta ancora basso ma cresce più della media italiana: 3,43% in più dal 2023 al 2024 contro una media nazionale del 2,98%. E tra le province abruzzesi Teramo è quella in cui il reddito è aumentato di più: l’incremento è stato del 4,80% (da 6.039,36 euro a 6.329,30 euro). E questo dato si rivela il 5° più alto d’Italia: un salto probabilmente legato al dinamismo portato dai cantieri della ricostruzione. A fare i conti in tasca agli abruzzesi è un’analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici a valori correnti. E nella classifica che misura la capacità di spesa della popolazione, cioè la differenza tra entrate e uscite, la provincia più “ricca” in Abruzzo è Chieti con 7.546,72 euro, seguita da Pescara (6.746,19 euro), Teramo (6.329,30 euro) e L’Aquila (5.157,39 euro). Tra il primo posto di Chieti e l’ultimo dell’Aquila, c’è un divario di 2.389,33 euro: ogni chilometro di distanza tra queste due città, 96 in tutto, è come se valesse un potere d’acquisto di 25 euro in più o in meno a seconda di dove si parte.
BENVENUTI AL SUD – Anche se il reddito appare in crescita, l’Abruzzo resta ancora agganciato al Sud: la distanza economica con il Nord rimane netta. Il reddito pro-capite del Settentrione supera di circa il 50% quello del Meridione. Se Milano si conferma salda al primo posto con 36.188 euro a testa, seguita da Bolzano (32.680 euro) e Monza e della Brianza (30.182 euro), la città abruzzese con il reddito più alto è Pescara con 21.618,17 euro che si trova al 60° posto in Italia. Guardando più a sud, Foggia chiude la graduatoria con 14.953 euro preceduta da Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro).
ABRUZZO TERRA DI MEZZO – In questa classifica le città abruzzesi navigano a metà: dopo Pescara con i suoi quasi 22mila euro, c’è Teramo al 63° posto in Italia con 21.121,50 euro; Chieti al 69° con 20.349,63 euro; L’Aquila, 81ª in Italia, è più lontana con 17.984,47 euro. Tra Pescara e L’Aquila, la differenza di reddito pro-capite si misura in 3.633,7 euro, cioè almeno 7 rate di un mutuo da 500 euro mensili.
L’ANALISI – «La mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che da un lato smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico e dall’altro fa emergere delle geografie inedite», spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, «tra il 2024 e il 2023 la classifica della crescita del reddito disponibile vede 6 province meridionali tra le prime dieci e 9 centro settentrionali tra le ultime dieci. Ma al Sud», sottolinea Esposito, «il reddito disponibile pro-capite resta inferiore di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana. E, ancora, se la variazione del reddito disponibile risulta al Mezzogiorno superiore a quella del Centro-Nord, il valore della componente retributiva evidenzia un divario di circa venti punti percentuali rispetto al resto del paese. Si conferma, inoltre, il primato delle città metropolitane», continua Esposito, «veri hub di potenzialità: con un reddito pro-capite superiore del 14% rispetto alle altre province, anche per effetto delle retribuzioni più alte di quasi un terzo sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita. Infine», dice ancora Esposito, «nel 2024 sembra cominciato un processo di recupero del reddito disponibile che in tutte le ripartizioni territoriali è risultato superiore all’inflazione».
MILANO VS ABRUZZO – Nord e Sud appaiono comunque poli opposti per reddito pro-capite con Milano prima in classifica nel 2024 che supera di 21.235 euro il valore di Foggia ultima. Tra il reddito di Milano e la prima città abruzzese, Pescara, c’è una differenza di 14.569,78 euro; tra Milano e L’Aquila, l’ultima dell’Abruzzo, il divario è di 18.203,48 euro. E poi, in questo scontro Nord-Sud, bisogna scorrere la classifica fino alla 35ª posizione per trovare la prima provincia del Mezzogiorno – Cagliari con 24.226 euro, peraltro anche unica realtà del Sud nella prima metà della graduatoria – mentre sono ben 18 le realtà meridionali che affollano le ultime 20 posizioni.
NESSUN CAMBIO – Il confronto tra il 2023 e il 2024 conferma una sorta di “cristallizzazione” delle prime sei posizioni, che sono le stesse anche nel 2021, occupate da Milano, Bolzano, Monza e della Brianza, Bologna, Parma e Genova. Mentre a mostrare maggiore dinamicità sono Rimini che scala ben otto posizioni e Prato che ne perde dieci.
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