Dom Serafini: «Il mio 4 luglio in Usa, sarà una festa anche per l’Abruzzo»

Il fascino dell’Independence Day potrebbe essere rinnovato anche nella nostra regione per il 250° anniversario
La commemorazione del 4 luglio, o Giornata dell’Indipendenza Usa, si è sempre svolta per commemorare la nascita degli Stati Uniti d’America. Ultimamente, però, da alcuni osservatori è vista come la celebrazione dell’America del presidente Donald Trump e non di tutta l’America.
Nella mia esperienza cinquantenaria da cittadino americano ho sempre percepito il “4th of July/Independence Day” come una celebrazione di quando i coloni americani si liberarono dal giogo inglese. Per coincidenza, mi trovavo a Londra il 23 giugno del 2016, quando la Gran Bretagna a sua volta votava per essere indipendente dall’Unione Europea, seppure non sia stata una celebrazione, bensì, come si è poi potuto constatare, una sconfitta sia della Gb che dell’Ue. Un’altra coincidenza vuole che il mio primo passaporto americano avesse sullo sfondo delle sue pagine il disegno “1776-1976”, cioè la commemorazione del 200° anniversario dell’indipendenza Usa. Commemorazione la cui parata, organizzata dall’American Legion (descritta dal giornale nazionale Newsday come la migliore parata dai tempi della Rivoluzione Americana), ho registrato in un video, poi conservato nella Mastic-Moriches-Shirley Community Library, parte del mio programma televisivo “Made in Italy”, trasmesso settimanalmente sulla Suffolk Cablevision della Viacom (ora Paramount) e che si accoppiava ai miei programmi radiofonici sulla Wsuf-Am, Wlix-Am e Wbab Am e Fm.
Un terzo fattore è che la mia attrazione verso la celebrazione del 4th of July ha anche a che fare con l’ospitalità e opportunità che l’America ha negli anni riservato a me e alla regione Abruzzo facendo crescere ed evolvere talenti a tutti i livelli: artistici, economici, scientifici, accademici e sociali. Talenti che poi hanno arricchito l’Italia intera. Nel mio caso, l’America mi ha permesso di creare, dopo pochi anni di permanenza, “VideoAge”, una delle principali riviste specializzate sullo showbusiness sia di Hollywood che globale, che nel tempo ha promosso l’audiovisivo ed i talenti italiani dello spettacolo. Impresa impossibile da realizzare in un piccolo paese abruzzese come la mia Giulianova.
Durante gli anni, l’America ha attraversato periodi drammatici, sotto molteplici presidenze, ma la celebrazione del 4th of July è rimasta sempre quella dell’indipendenza degli Stati Uniti e mai dell’America del presidente in carica. A livello storico, l’America ha negli anni alternato fasi isolazioniste e internazionaliste e atteggiamenti contrastanti verso i paesi esteri, inclusi quelli confinanti, come il Canada ed il Messico. Ma non per questo ha smesso di attirare emigranti ed espatriati di qualsiasi livello sociale e culturale, e di qualsiasi fede politica, come la mia rubrica settimanale sul quotidiano il Centro sugli abruzzesi all’estero può testimoniare. La commemorazione del 250° anniversario della creazione della più longeva democrazia nel modo dovrebbe essere celebrata con questo spirito e non osteggiata per avversione ad una situazione, tradizionalmente, temporanea. È con questo spirito che da anni ho cercato di portare la celebrazione in Abruzzo tanto che il progetto della prima ed unica commemorazione dell’Independence Day in Abruzzo è riuscito nel luglio del 2025 a Giulianova, con l’intento di rinnovarlo nel 2026 per il 250° anniversario.
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