L’ex senatrice Pezzopane tra le vittime del forum sessista: «Uomini violenti che temono l’uguaglianza»

Anche l’esponente politica aquilana, che si batte da sempre per i diritti delle donne e propone un focus sulla cultura, è finita nel mirino degli utenti di Phica.eu, che hanno rubato sue foto per pubblicarle e commentarle sul portale
L’AQUILA. Il numero delle vittime degli utenti di Phica.eu aumenta ogni giorni di più. Ragazze qualunque, showgirl, attrici e politiche: tutte bersaglio di commenti sessisti. Tra di loro c’è anche l’aquilana Stefania Pezzopane, ex senatrice e presidente della provincia dell’Aquila, che analizza il caso con molta lucidità. La riflessione non è solo sulla «violenza sessuale praticata in questo sito», ma anche sulla necessità di diffondere una cultura diversa, che crede in un’amore che vive «nel rispetto e non nel possesso».
Pezzopane, anche le sue foto sono finite su Phica.eu: come si sente?
«Appena sono venuta a sapere di essere stata oggetto di questo ignobile questo spazio di violenza, insulti e offese alla dignità delle donne, ho deciso di sporgere denuncia. Devo ammettere, però, che non ho voluto guardare cosa hanno postato sul mio conto».
Perché non ha voluto controllare?
«Le direi che è stato quasi per “paura” di vedere con i miei occhi, ma la verità è che quello che hanno scritto su di me non mi interessa, mi è bastato vedere cosa hanno scritto sulle mie colleghe per capire. Sa, invece, cosa mi interessa di più?».
Cosa?
«Sapere chi sono questi uomini e come vivono nella vita reale. Se hanno una vita che rientra nei registri di serenità nei rapporti con le donne, perché lo fanno? Se è un gioco, è un gioco barbaro. Come si può pensare che tutto ciò sia normale? A un bambino si direbbe che è sbagliato, e a un adulto? Un’insegnante ha perso il lavoro per aver aperto un profilo Onlyfans (sito a pagamento di contenuti espliciti, ndr), in piena autonomia e libertà. E questi uomini? Tra di loro ci sono insegnanti? E se sì, rimarranno impuniti?».
Molti degli utenti che si nascondevano dietro i nickname anonimi erano padri di famiglia e mariti.
«Per me è inquietante, dietro c’è un’idea sbagliata dell’amore. Se il marito pensa che significhi anche esibire la propria moglie, non è solo voyeurismo all’italiana. C’è anche l’idea di possesso, l’idea del branco. Onestamente, non so che soddisfazione ricavino. Vista la dimensione della cosa, mi preoccupa il dato di questa sottocultura così diffusa che prende in giro le donne, le offende sessualizzando centimetro per centimetro del loro corpo. C’è una cosa che spero».
Cioè?
«Noi donne siamo coinvolte in tutto questo, ma lo sono anche gli uomini. Sono 800mila a essere andati su questo sito per godere di corpi femminili, trasformati e modificati. Un atto di violenza sessuale vero e proprio. Beh, spero che ce ne siano molti di più che si sentano offesi da tutto questo. Mi viene da dire che tutte le battaglie che abbiamo fatto per i diritti delle donne – io, in prima persona, ho iniziato quando ero piccola – non siano state sufficienti se non aiutiamo la diffusione di una nuova cultura, basata sul rispetto, il riconoscimento della dignità della donna, chiunque essa sia».
Quindi le cause del fenomeno sono culturali?
«Sì. Indubbiamente l’origine è il patriarcato, perché dietro c’è un’idea di possesso talmente forte che c’è chi posta foto della moglie. Ma penso sia anche una reazione alla nuova donna che è emersa negli ultimi decenni: libera, emancipata, autonoma nello scegliere di fare figli o meno, di fare carriera come vuole. L’uomo, invece, è rimasto a quell’idea vecchia di essere il capo. Questo gap tra realtà e cultura è un grande problema, perché molti maschi non lo accettano».
Il fenomeno riguarda solo le vecchie generazioni o riguarda anche le nuove?
«Per me riguarda anche le nuove. In questo sito c’erano anche molti ragazzi. Questo è preoccupante, perché loro dovrebbero essere quelli più vicini all’idea di un’amore che vive nella libertà e non nel possesso. Purtroppo, quello che vediamo ci racconta l’esatto opposto».
Cosa si può fare per contrastare questi fenomeni?
«Bisogna che siano prima di tutto gli uomini a fare lo sforzo di raccontare un modo diverso di vivere il rapporto con la donna, non più imperniato sul possesso ma sul riconoscimento reciproco. Questo è il tema principale. Poi sarebbe necessaria questa fantomatica informazione sessuale e sentimentale, di cui si parla da anni ma senza risultati. Il rapporto con la propria ragazza non può continuare a essere incentrato sul possesso, sulla non accettazione del no. Serve la consapevolezza della necessità del consenso. E poi gli uomini devono smettere di banalizzare questi fenomeni, anche nella quotidianità. Di fronte a questo tipo di comportamenti non si deve sorridere, ma dire di piantarla, perché è da deficienti».
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