Nomina di D’Ambrosio, è scontro. Marsilio: “Macchina del fango, il fanfarone del Pd ci calunnia”

Le scelte del ministro Giuli per il Cda dei Musei d’Abruzzo fanno esplodere la polemica. Il presidente della Regione Abruzzo replica a testa bassa alle accuse di D’Alfonso: “Definita come la preside di “Faccetta nera”, è tutto falso: spero si vada in tribunale e qualcuno rinunci all’immunità parlamentare”
CHIETI. Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di Fratelli d’Italia non ci sta a incassare e contrattacca il Pd: «Nel ringraziare il ministro Alessandro Giuli per la nomina del cda dei Musei archeologici nazionali di Chieti, voglio esprimere la mia solidarietà alla professoressa Laura D’Ambrosio, oggetto di una vera e propria aggressione squadristica da parte del Partito democratico, prontamente rilanciata da Repubblica». Marsilio è un fiume in piena: «Aggressione che si fonda su una calunnia e una mistificazione che va avanti da ormai tre anni, alimentata dal “grave torto” che D’Ambrosio ha avuto di volersi candidare alle scorse regionali a mio sostegno. Perché, come è noto, se gli uomini e le donne impegnati nel mondo della scuola, dell’università, della cultura, dell’arte e dello spettacolo si candidano con la sinistra diventano un modello di impegno civico e il loro contributo nobilita la politica e il partito in cui militano. Se accade lo stesso a destra, si chiama “occupazione del potere” e si grida alla strumentalizzazione delle istituzioni culturali».
Poi, il presidente ricostruisce il motivo della discordia, cioè l’inno “Faccetta nera” cantato nella scuola di Nereto: «Come dimostrato già nel 2024, nella scuola diretta da D’Ambrosio a nessun bambino fu mai “imposto di cantare Faccetta Nera”, come il fanfarone deputato del Pd D’Alfonso oggi torna ad accusare. La D’Ambrosio, ricevuta la denuncia di un fatto così grave, attivò prontamente il relativo procedimento disciplinare. Nel corso del quale la docente “incriminata” dimostrò abbondantemente che non ci fu alcuna apologia, né venne “imposto” alcunché agli studenti, ai quali la canzone venne fatta conoscere solo per ricostruire il contesto culturale e sociale dell’epoca, debitamente introdotta da una chiara stigmatizzazione negativa. Peraltro», sottolinea Marsilio, «la docente accusata di “nostalgie fasciste” si era contraddistinta sin dal 2016 per numerose e ripetute iniziative di rievocazione e celebrazione della Giornata della Memoria e di altre date simboliche della Resistenza e dell’antifascismo, in collaborazione con la locale sezione dell’Anpi. Per questo, e dopo due occasioni di incontro e chiarimento con i genitori della classe, il caso venne chiuso e archiviato».
Marsilio continua: «Ma, pur di attaccare il sottoscritto, quando la D’Ambrosio si è candidata alle regionali per sostenermi, la macchina del fango è ripartita. Tornando a calpestare la dignità professionale e umana delle persone coinvolte, facendo strage della verità e costruendo una narrazione talmente irreale da poter essere creduta solo dai giornalisti di Repubblica, che ancora oggi la rilanciano senza alcun vaglio critico. Troppo ghiotta la notizia: Marsilio, Faccetta Nera, Giuli, evvai! Ma qualcuno», si chiede il governatore, «può davvero e seriamente credere che nel gennaio 2023, nel terzo millennio, in una scuola della Repubblica, una docente faccia mettere in fila i bambini e gli insegni a cantare “Faccetta nera”? Per educarli “fascisticamente”? Quanto bisogna essere bugiardi e mistificatori per diffondere certe notizie e quanto bisogna essere allocchi e creduloni per cascarci?».
Il presidente FdI non vuole che il caso si chiuda qui e manda un messaggio al deputato Luciano D’Alfonso: «Mi auguro che la professoressa D’Ambrosio voglia valutare fino in fondo l’opportunità di querelare quanti la stanno calunniando, e che il fanfarone che dal suo comodo seggio della Camera la sta ingiuriando non si voglia vigliaccamente proteggere con l’immunità parlamentare di cui gode».
Poi, Marsilio torna a parlare di cultura: «Con la nomina del cda prende finalmente corpo l’importante riforma voluta dal ministro Gennaro Sangiuliano e portata avanti da Giuli, che ha valorizzato e promosso i Musei archeologici nazionali di Chieti, conferendogli autonomia e prestigio. Sono certo che il ministero, la direzione del Museo e l’intero cda, con i suoi autorevoli e competenti componenti, sapranno rilanciare i Musei e l’intera città di Chieti che ha l’onore di ospitarli».
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