Sanità in Abruzzo: «I conti peggiorano ancora, serve visione per il futuro»

21 Gennaio 2026

Taglieri (M5S): «Sistema allo sbando, non sono in grado di rilanciare il sistema». Paolucci (Pd) sul Salva Abruzzo: «Scadenza vicina, ma non ne sappiamo nulla»

PESCARA. Dai conti fatti dalla magistratura contabile a quelli fatti dalla Regione, la polemica sul sistema sanitario abruzzese continua a tenere banco. Dopo la relazione presentata dalla Corte dei conti sul sistema sanitario abruzzese negli anni 2023-2024, il nuovo terreno di scontro è l’audizione dell’assessore Nicoletta Verì di ieri in commissione Salute. In particolare, a sollevare le reazioni rabbiose dell’opposizione è stata la sua ammissione sulle stime attuali del disavanzo sanitario per il 2025, circa 98 milioni di euro. «I conti peggiorano ancora», dice il consigliere regionale grillino Francesco Taglieri, «di fronte alla relazione della Corte dei conti, ci viene risposto che si tratta di numeri riferiti al passato. Ma la vera domanda è un’altra: se non cambia la fotografia reale delle condizioni sul territorio, come si pensa di superare questa situazione nel futuro? Con un disavanzo tendenziale che si allinea a quello degli anni precedenti, con una grave carenza di personale e con servizi che faticano a reggere, non emerge alcuna risposta concreta sul rilancio del sistema». Secondo il pentastellato, il rischio è quello di un ulteriore fallimento della programmazione sanitaria territoriale: «Il territorio è già oggi in forte difficoltà e rischia di diventare il prossimo punto critico del sistema. Mancano risorse, manca personale e gli ospedali sono in totale sofferenza nel garantire persino i livelli essenziali minimi di assistenza. I pronto soccorso sono al collasso e la rete ospedaliera, pur approvata formalmente, non ha mai trovato una reale applicazione nelle strutture».

L’altro tema spinoso emerso in commissione riguarda il nuovo Piano operativo che la Regione dovrà presentare ai ministeri dell’Economia e della Salute entro la fine di gennaio per beneficiare degli effetti dell’emendamento “Salva Abruzzo” allegato alla legge di bilancio dello Stato.

«Da quanto ci è stato riferito, il Piano operativo sarà costruito su una previsione di spesa complessiva pari a 2 miliardi e 803 milioni di euro, di cui 2 miliardi e 709 milioni destinati alle quattro Asl abruzzesi», spiega Taglieri, «il disastro in cui ci troviamo oggi, ormai lo sappiamo, è figlio di scelte politiche precise. Ma con il Piano operativo da presentare in qualche giorno, non bisogna fare i conti soltanto con gli errori del passato, ma anche con l’assenza totale di una visione credibile per il futuro. Quel documento», conclude il grillino, «con risorse che già conosciamo e che sappiamo essere limitate, riguarda tutti, maggioranza e opposizione. Senza scelte coraggiose e strutturali, gli abruzzesi continueranno a pagare più tasse per una sanità destinata a peggiorare».

Anche il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, esprime forte perplessità sul Piano operativo. Soprattutto dal punto di vista della partecipazione democratica, lamentando la «poca trasparenza» nei confronti dell’opposizione, che è rimasta «all’oscuro di tutto». «Parliamo di un documento che conterrà prescrizioni vincolanti e che la Regione sarà obbligata ad accettare», chiosa il dem, «ma che a oggi non è stato condiviso, discusso né illustrato a chi rappresenta democraticamente i cittadini abruzzesi. Parliamo del primo vero programma dell’era Marsilio, dopo quasi otto anni di governo in cui la destra non è stata capace di approvarne nemmeno uno. Ora, improvvisamente, si pretende di licenziarlo in pochi giorni, lasciando il consiglio all’oscuro, nonostante la sanità sia una materia che riguarda tutti e che, per Statuto e per buon senso, dovrebbe prevedere scelte trasparenti e condivise. Il presidente Marsilio, l’assessore Verì e con loro l’intera maggioranza», conclude Paolucci, «possono continuare a ripetere che va tutto bene, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: l’Abruzzo oggi è la Regione che paga più tasse per avere meno sanità. Meno servizi, meno personale, più liste d’attesa, più rinunce alle cure. Questo è il vero bilancio politico di questa legislatura. E il ricorso al cosiddetto “Salva Abruzzo” ne è la conferma più evidente: un’ammissione implicita di fallimento che i cittadini stanno pagando sulla propria pelle». 

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