Un nuovo look per festeggiare i 40 anni del Centro: l’editoriale del direttore

2 Gennaio 2026

La nostra testata si è rifatta il vestito con i colori dell’Abruzzo: il verde di parchi e campagne, l’azzurro di cielo e mare. Siamo nati nell’era del bianco e nero, ora c’è l’intelligenza artificiale

PESCARA. Care lettrici, cari lettori, oggi, sfogliando il vostro giornale, vi sarete accorti che qualcosa di macroscopico è cambiato nella nostra prima pagina: se non ve ne siete accorti vi offro un aiuto, soprattutto per spiegarvi il perché dei cambiamenti. La nostra testata si è rifatta il vestito, perché a luglio di quest’anno il Centro compirà quarant’anni. Siamo nati nel tempo in cui i giornali erano ancora in bianco e nero e in cui l’Abruzzo era una regione fortemente agro-pastorale, stiamo entrando insieme nel tempo dell’intelligenza artificiale, nel caleidoscopio iridescente e colorato della modernità, in cui questa regione è diventata (anche) una piccola superpotenza metalmeccanica e industriale.

Ecco il motivo per cui da oggi, per festeggiare questo compleanno, abbiamo addobbato la nostra gloriosa testata con i colori dello stendardo dell’Abruzzo e con la coccarda del nostro certificato anagrafico: da questa mattina il verde dei parchi e delle campagne, l’azzurro del cielo e del mare illuminano l’insegna, ancora più grande, di questa nostra piccola-grande bottega artigiana. Quarant’anni è un tempo di bilanci, per qualsiasi vita, e il nostro è questo: siamo oggi il principale strumento di informazione per milioni di abruzzesi in Italia e nel mondo e – soprattutto – siamo l’unico quotidiano regionale. Monopolisti senza averlo scelto: pluralisti per un dovere di servizio. Ecco perché ci prepariamo alla festa del compleanno di luglio come tutti coloro che entrano nella stagione della loro maturità.

Indossiamo un abito nuovo dopo aver portato il nostro completo preferito fino a consumarlo, e quest’anno diventerà l’occasione per una primavera di festeggiamenti: dibattiti, serate speciali, concerti, per continuare a stare in mezzo ai nostri lettori. Nei due anni solari della mia direzione abbiamo girato molto, con le nostre iniziative in pubblico, in tutte le province: da un capo all’altro della regione, nelle piazze e nei teatri. Continueremo a farlo, senza essere mai autocelebrativi e ricorrendo, come antidoto alla retorica, alla bellissima battuta del più spericolato campione del calcio britannico, George Best: “Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci. Tutto il resto l’ho sperperato”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA