Roseto

Un tamponamento blocca l’A14, la rabbia dei sindaci: «Ora basta»

24 Febbraio 2026

​​​​​​Incidente in galleria tra un camion e tre auto, nel tratto interessato dai cantieri, paralizza il traffico. Dell’Orletta: «Una cosa da niente e le nostre strade vanno in tilt». Scordella: «Code imbarazzanti»

SILVI. Un’altra mattinata d’inferno ieri sulla A14, con lunghe code chilometriche, traffico paralizzato e pesanti ripercussioni sulla viabilità ordinaria lungo la fascia costiera teramana. A mandare in crisi la circolazione è stato l’ennesimo tamponamento: quello di ieri mattina ha coinvolto un camion e tre automobili ed è avvenuto all’interno di una galleria sulla corsia sud dell’A14, nel tratto compreso tra Roseto e Pineto. L’incidente, di lieve entità, non ha provocato feriti gravi, ma il blocco del camion nella galleria ha reso difficili le operazioni di rimozione, generando fino a cinque chilometri di coda per diverse ore, e ha paralizzato l’intero tratto autostradale. La presenza dei cantieri, con la carreggiata ridotta a una sola corsia, ha trasformato un semplice tamponamento in un blocco totale della viabilità. Il traffico deviato dall’autostrada si è riversato sulla statale 16 Adriatica, causando disagi ai centri abitati costieri, come Silvi e Pineto, e rallentando ulteriormente gli spostamenti quotidiani.

Il sindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta, tra i comuni maggiormente coinvolti, ha evidenziato: «Basta un niente, un’avaria o un tamponamento in galleria, per mandare tutto in tilt. Quando l’A14 si blocca, situazione che ormai avviene con troppa frequenza, il traffico si riversa automaticamente sulla viabilità ordinaria, paralizzando Pineto». Il sindaco ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che i tavoli convocati dalla Regione, siano stati finora poco risolutivi: «Sono stati convocati inizialmente solo i sindaci con casello autostradale. Servono incontri coordinati con tutti i Comuni interessati e con i gestori dei cantieri, per avere un quadro chiaro di tempi e modalità dei lavori». Tra le proposte avanzate da Dell’Orletta, c’è l’istituzione di pedaggio gratuito sull’intera tratta interessata dai cantieri, ritenuta una misura «necessaria per compensare i disagi agli automobilisti», e l’introduzione di ristori economici per i Comuni, finalizzati alla manutenzione delle strade urbane danneggiate dal traffico deviato, oltre ad un sistema di cashback digitale per gli utenti abituali dell’autostrada, che senza altre misure compensative, viene considerato però «insufficiente» dal primo cittadino.

Situazione «insostenibile» anche per il sindaco di Silvi Andrea Scordella che ha sottolineato la necessità di tempi certi e di un cronoprogramma ben definito: «I cantieri durano ormai da sei anni», ha affermato, «scadenze previste inizialmente per il 2024 e 2025 sono state continuamente rinviate: ora si parla del 2026 senza alcuna certezza. L’incidente di ieri è di routine, ma in un contesto difficile, provoca code imbarazzanti, rallentando la vita quotidiana dei cittadini e i trasporti eccezionali». Scordella ha anche tenuto a rimarcare come Silvi sia tra i Comuni più colpiti dal riversamento dei mezzi pesanti, con la statale che attraversa il centro abitato per 8 chilometri, aumentando l’impatto rispetto ad altri comuni come Pineto o Città Sant’Angelo, dove i tratti urbani interessati sono più brevi. Polemiche infine, per l’esclusione dai tavoli tecnici regionali con Autostrade per l’Italia, nonostante Silvi «subisca quotidianamente i maggiori disagi».

A pagare il prezzo più alto è la categoria degli autotrasportatori: il direttore di Cna Abruzzo Silvio Calice e il presidente regionale e vicepresidente nazionale Bernardo Sofia hanno espresso preoccupazione per i danni economici e sociali provocati dalla situazione. Calice ha raccontato di essere rimasto bloccato ieri mattina nel traffico causato dall’incidente per oltre un’ora e mezza, definendo l’esperienza «devastante» per chi lavora e sottolineando i rischi per la sicurezza in caso di emergenze sanitarie o veicoli di soccorso. La Cna propone quindi una serie di interventi: dalla programmazione dei cantieri più efficace, all’aumento dell’intensità lavorativa per ridurre i tempi, la gestione dei semafori delle deviazioni sulle vie alternative, il miglioramento della segnaletica fino al ruolo attivo della Regione come intermediario. «Le criticità riguardano circa 9.000 imprese in Abruzzo», hanno detto Calice e Sofia, «tra autotrasportatori, agenti di commercio e commercianti ambulanti, direttamente coinvolti dai disagi e dalle perdite economiche legate ai blocchi e alle code».