informazione e ricorrenze

«Vi presento “Centrissimo” La festa dei vostri 40 anni»

8 Luglio 2026

Di Nella, l’uomo di “Arrostiland”, racconta l’evento per la ricorrenza del giornale

PESCARA

I primi quarant’anni del Centro, una festa unica che punta a diventare «un nuovo evento della tradizione abruzzese». Il punto di partenza è Torre de’ Passeri, il primo agosto. Il nome, esplicativo: “Centrissimo”. «Ci sarà da divertirsi», parola di Fausto Di Nella, il fondatore di Arrostiland che organizza questa nuova manifestazione. Il nostro anniversario sarà l’occasione per creare un mix inedito di «divertimento e cultura», facendo incontrare l’anniversario del quotidiano d’Abruzzo al festival capace di riunire ogni anno decine di migliaia di persone per celebrare insieme il Lunedì dell’Angelo.

Così “Centrissimo” racconterà la nostra regione all’insegna della cifra che tiene insieme due realtà, l’informazione e una Pasquetta in versione pop, apparentemente lontane: l’identità abruzzese. Che il primo agosto si tradurrà in dibattiti, musica ed enogastronomia per ripercorrere la storia di quello che è stato l’Abruzzo, quello che è oggi e come lo immaginiamo domani. Cosa sarà la festa, nel dettaglio, ce lo spiega in questa intervista Di Nella.

Fausto, andiamo subito al sodo: cosa ci dobbiamo aspettare?

«Ci saranno gli “Arrostigames”, cioè i giochi popolari, le canalette e tutto il resto. Insomma, un Arrostiland a dimensioni leggermente ridotte, che però rappresenta una novità assoluta. E per due motivi».

Il primo?

«Sarà la prima edizione veramente estiva e serale del nostro festival. Qualcosa di cui siamo molto grati al Centro, perché fino a ora non era stato possibile farlo».

E l’altro?

«Il vero protagonista sarete voi! Quindi, oltre all’anima goliardica che appartiene ad Arrostiland, ci sarà anche l’anima più culturale prestata dal vostro giornale. Oltre al fumo delle canalette e agli stand di enogastronomia, vedremo musica, dibattiti, con grandi rappresentanti dell’Abruzzo e del giornalismo nazionale. Nella via principale di Torre de’ Passeri, all’ingresso del paese, ci sarà una mostra con quaranta storiche prime pagine del Centro che accompagnerà i partecipanti alla piazza principale della festa».

Per ora niente anticipazioni sugli ospiti. Una però si può fare: ci saranno anche le greggi (i gruppi di amici organizzati), simbolo collettivo di Arrostiland.

«Certo, sono l’anima della festa. Non ne potremo accogliere più di cento per esigenze logistiche, ma se ne sono iscritti già una trentina e nei prossimi giorni continueranno a crescere. Pensi che i volti storici di Arrostiland si sono riuniti in un unico gregge: gli “All star”».

Siete nella fase del “Sondaggione” in vista di Arrostiland 2027. Impossibile che non sia parte della festa.

«Sarà possibile votare per la prossima casa di Arrostiland durante la festa e, cosa più importante, verranno trasmessi in anteprima i video inviati da paesi candidati che hanno superato il “Sondaggione”».

Sono previste migliaia di persone, non sarà facile organizzare il tutto.

«Non è mai facile. Ma abbiamo scelto Torre de’ Passeri proprio perché lì i nostri meccanismi sono rodati. Il paese ha ospitato l’edizione 2025 di Arrostiland e con il sindaco Giovanni Mancini ci siamo trovati molto bene. In più, possiamo contare su Giovanni Ascenzo che si sta facendo in quattro per organizzare la festa migliore possibile».

Quanto agli spostamenti?
«Il Comune si occuperà di tutta la parte logistica per quanto riguarda aree parcheggio, deviazioni del traffico e così via. In più, ci sarà la possibilità di prendere il treno».

Non le bastava organizzare Arrostiland ogni anno?

«I miei nonni dicevano sempre “nz’ po’ cunosc’ sol’ lu pijà”. Ecco, vogliamo restituire qualcosa di quello che avete fatto in questi anni: raccontarci. Siete stati un leale e disinteressato compagno di viaggio nel grande viaggio di Arrostiland, dai “Road to” fino alle giornate di Pasquetta e non solo. Tante prime pagine, illustrazioni, interviste, inserti che hanno permesso al nostro festival di entrare davvero e fisicamente in tutte le case, gli uffici e i bar d’Abruzzo. Ammetto, poi, che c’è anche una questione più personale».

Racconti.

«Ho una scena stampata in mente della mia adolescenza. Sono le due di pomeriggio, io sto a casa. Aspetto con ansia che papà torni con il Centro per sfogliarlo. Per me, che come voi sono un figlio dell’era analogica, il giornale era il mio internet a livello locale».

Tutto vero?

«Glielo assicuro! La mia edizione preferita era quella del lunedì, perché potevo leggere tutti i risultati e tutte le formazioni delle serie minori abruzzesi di calcio».

Rimane soltanto una questione aperta. Perché la scelta del nome Centrissimo per la festa?

«Perché è la massima espressione del Centro che non solo racconta ma organizza, coinvolge i lettori e il territorio!».

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