PESCARA

Nazionalisti d’Abruzzo, così l’ombra dell’ultradestra si allunga sulla regione

12 Marzo 2026

Dal Centro studi La Cittadella fino al comitato Remigrazione e Riconquista,i movimenti si moltiplicano e sono sempre più attivi tra eventi e flashmob

PESCARA

Le 17 ordinanze cautelari emesse a Roseto sono solo l’ultimo episodio di fanatismo nero a tinte abruzzesi. I movimenti che – più o meno esplicitamente – si richiamano al fascismo si sono moltiplicati negli ultimi anni. Non sono gruppi necessariamente violenti, ma tutti rivendicano un’appartenenza a un’identità politica ben precisa.
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Un esempio è il Centro studi La Cittadella, associazione nata a Pescara con l’obiettivo di aiutare i giovani a trovare «la retta via» iniziando un cammino interiore verso la «buona battaglia», si legge sul sito web. Per affilare le proprie armi culturali La Cittadella offre un archivio librario di tutto rispetto. Pierre Drieu La Rochelle, Louis-Ferdinand Celine, Julius Evola: autori controversi, alcuni di grande talento, ma che hanno in comune soprattutto lo spiccato antisemitismo e la simpatia per il fascismo. Ma i miti della Cittadella non sono soltanto intellettuali: il culto dell’ultradestra passa anche per personaggi come Ettore Muti, segretario del Partito nazionale fascista, e Robert Brassilach, il collaborazionista francese fucilato nel 1945, noto per aver utilizzato la stampa come strumento di delazione, pubblicando sulle riviste gli indirizzi privati degli ebrei per facilitarne la cattura da parte dei nazisti. E per scrollarsi di dosso ogni dubbio su quali siano le idee di questo “centro culturale”, basta aprirne la pagina web, che accoglie i visitatori con una citazione di Massimo Morsello, il «De Gregori nero», ex terrorista e latitante del Nucleo armato rivoluzionario (Nar), condannato per banda armata e associazione sovversiva, prima coinvolto e poi assolto per la strage di Bologna: «Colpi di tamburo che risuonano sordi, che ci chiamano alla guerra e noi siamo pronti».

Il proselitismo della Cittadella non va avanti soltanto a colpi di libri, ma passa anche per iniziative sparse sul territorio. Ha creato un piccolo terremoto politico la scoperta del logo della Provincia di Pescara all’interno di una loro locandina che annunciava la presentazione di un libro – dall’eloquente titolo “Bugie coloniali – nel Palazzo della Provincia pescarese, luogo deputato alla garanzia democratica e al rispetto delle leggi. Alla fine, il Centro studi è stato sbugiardato dal presidente della Provincia Ottavio De Martinis, che in una nota ufficiale ha annunciato che presenterà una diffida per «uso improprio del logo». L’amministrazione, infatti, ha precisato di non aver mai autorizzato alcuna manifestazione all’interno del palazzo istituzionale né patrocinato l’evento.

Un tentativo di legittimazione finito male ma che non ha scoraggiato il Centro studi, che continua a organizzare iniziative che, sostanzialmente, sono dello stesso tenore. Il prossimo evento, in programma per questo sabato, è dedicato al libro “Il Cerchio e la croce. Radici e attualità di un simbolo europeo”. La locandina pubblicata sui social è ancora più significativa: una grande croce celtica scolpita nella pietra. Insomma, l’ultradestra abruzzese non si nasconde. D’altra parte, i suoi tentacoli si allungano ben oltre La Cittadella. Il Centro studi è legato infatti a “Remigrazione e riconquista”, il comitato nato per promuovere la proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione”, cioè il rimpatrio forzato degli extracomunitari irregolari nel proprio Paese d’origine. Dietro questa iniziativa ci sono quattro movimenti politici, tutti dell’ultradestra: Casapound, Fronte skinheads veneto, Rete dei patrioti e Brescia ai bresciani. La pagina web dedicata alla proposta di legge ospita una sezione dedicata ai “rappresentanti istituzionali”. Tra questi risulta esserci Claudia Pagliariccio, la consigliera comunale dell’Aquila con un passato tra la Tartaruga nera, La Destra e Sovranità, prima gli italiani. Lei, d’altra parte, non ne fa mistero: su Facebook ha celebrato festosamente l’evento di presentazione del comitato in Abruzzo di cui è stata protagonista lo scorso 20 dicembre a Palazzo De Nardis all’Aquila, insieme a Stefano Vecchioli, anche lui vicino agli stessi ambienti. Il legame tra La Cittadella e Remigrazione e riconquista non è un mistero. Sui propri profili social il Centro studi ha sponsorizzato diversi flashmob di sostegno alla proposta di legge che si sono tenuti tra Lanciano e Chieti. Nelle foto pubblicate si vedono ragazzi vestiti di nero, con i volti coperti o comunque oscurati. Più nebulosi i rapporti tra Remigrazione e Futuro nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci che punta a costruire una destra «autentica» rispetto a un governo percepito come troppo moderato. Il generale si è espresso a favore della proposta di legge e il deputato leghista Domenico Furgiuele, dato vicinissimo ai vannacciani prima di un clamoroso dietrofront, a fine gennaio aveva tentato di ospitare i rappresentanti del comitato Remigrazione a Montecitorio. L’opposizione, però, ha fatto un “picchetto” all’ingresso per boicottare l’evento. Ci è riuscita.

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