Today

23 gennaio

23 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1956, a San Colombano al Lambro, in provincia di Milano, lungo la strada tra Lodi e Pavia, nella frazione Campagna, a ridosso del cimitero, alle 17.30, Carlo Pozzoni, operaio meccanico in un calzificio del capoluogo lombardo, di 28 anni, della frazione Alberone di Chignolo Po, nel pavese, assassinava l’ex fidanzata Liliana Rossi, maestra elementare, di 25, per motivi passionali, con due colpi di rivoltella calibro 6.35 al volto, e poi si suicidava puntando l’arma, che s'inceppava due volte, contro la propria tempia destra. Il tutto avveniva sotto gli occhi della madre di lei, Bianca Bassi e del contadino Ignazio Coldani. Sarà proprio Coldani, più che la Bassi, lacerata dal dolore, a testimoniare le modalità del duplice fatto di sangue. Per lei era inutile la corsa verso l’ospedale lodigiano come l'intervento chirurgico tentato dai medici. Tuttavia riusciva a spirare nella propria abitazione di famiglia, in via Giuseppe Monti. I due giovani s’erano lasciati da sei mesi e non si erano rivisti durante quel lasso di tempo. Nonostante le pressioni di lui, che voleva sposarla, lei non voleva assolutamente saperne di tornare insieme. Anche perché lui aveva iniziato ad avere comportamenti ritenuti “strani” dai conoscenti. La Rossi (nella foto, particolare, pubblicata sul quotidiano milanese “Corriere d’Informazione”, del 24 gennaio di quel 1956), che tornava in bicicletta e s’era fermata a chiacchierare con una collega di lavoro, nel novembre 1955 era stata eletta “Miss” proprio della cittadina natale del futuro beato Carlo Gnocchi. Quest’ultimo, già cappellano militare degli alpini durante il secondo conflitto mondiale, nel 1948, a belligeranza ultimata, aveva dato vita alla Fondazione pro infanzia mutilata. La Rossi e Pozzoni s’erano conosciuti proprio in occasione del concorso di bellezza e, ovviamente, lui era geloso di lei e della sua avvenenza, tenuta in grande considerazione nel circondario. Pozzoni aveva lasciato una lettera indirizzata al padre nella quale chiedeva perdono per il suo gesto e sottolineava che preferiva farla finita perché amava troppo la "sua" Liliana.