Accoltella l’amico alla gola in un bed & breakfast: arrestato

29 Gennaio 2026

L’aggressione durante una seduta di meditazione dopo l’escursione in montagna: in cella Francesco Maddalena, 27 anni

CHIETI. Sangue sul pavimento, sulle pareti, sui mobili. Sangue dappertutto. Quando gli operatori del 118 e gli agenti varcano l’ingresso del bed & breakfast in via Forlanini, a Chieti, la scena non ha bisogno di aggettivi. È un mattatoio. La vittima, un uomo di 56 anni residente in città, è a terra. Perde sangue da ferite profonde alla gola, dal viso, dalle mani che ha alzato nel tentativo disperato di fermare la lama. L’accoltellatore è lì, a pochi passi. Si chiama Francesco Maddalena, ha 27 anni ed è di Napoli. È sporco, immobile, con lo sguardo fisso nel vuoto, in stato di choc.

Il giovane viene bloccato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio dai poliziotti della squadra mobile, diretti dal commissario capo Francesco D’Antonio, e da quelli della squadra volante, coordinati dal sostituto commissario Andrea D’Angelo. Non c’è resistenza, non c’è fuga. Il ventisettenne viene portato via mentre gli agenti della scientifica iniziano a isolare la stanza, mettendo i numerini gialli accanto alle tracce ritenute di interesse.

La ricostruzione di quanto accaduto prima di quel delirio è il punto centrale dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo. I due uomini erano amici. Avevano passato il pomeriggio insieme in montagna, un’escursione tranquilla, per poi rientrare a Chieti e fermarsi nel b&b. L’obiettivo della serata, secondo quanto emerso dalle prime testimonianze che andranno però confermate, era una seduta di meditazione. Invece, in quel contesto di calma apparente, è scattata la violenza. Si può ipotizzare un raptus improvviso che ha portato il giovane a scagliarsi contro il cinquantaseienne senza un motivo apparente.

Sulla scena del crimine restano le armi. La polizia ha sequestrato un coltello, considerato l’arma principale dell’aggressione. Poco distante, un paio di forbici, anch’esse sporche di sangue. Saranno le analisi di laboratorio a stabilire se siano state usate per colpire o se si siano macchiate cadendo a terra durante la colluttazione. Una lotta violenta, confermata anche da una porta finestra sfondata.

Tutto è precipitato poco dopo la mezzanotte. A dare l’allarme non è stato un vicino, ma la moglie della vittima. L’uomo, nonostante i tagli alla gola e lo choc emorragico, ha trovato la forza di prendere il telefono e chiedere aiuto. La donna ha composto il 112, attivando la macchina dei soccorsi pensando si trattasse di un incidente stradale. Dalla sala operativa della questura è partito l’ordine di intervento prioritario. Ambulanze e volanti hanno raggiunto via Forlanini a sirene spiegate, in una corsa contro il tempo.

Gli operatori sanitari hanno stabilizzato il ferito sul posto, tamponando le emorragie più gravi, per poi trasferirlo d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata. Prima di entrare in sala operatoria, la vittima è riuscita a parlare con gli agenti, fornendo i primi elementi utili a chiudere il cerchio. I medici lo hanno dichiarato fuori pericolo: la prognosi è di 40 giorni. Per Francesco Maddalena la notte è finita diversamente. Trasportato anche lui in ospedale per medicare alcune ferite superficiali alle mani, è stato dimesso poco dopo e portato negli uffici della questura. Poi, su disposizione del pm di turno, è stato trasferito nel carcere di Madonna del Freddo.

Ora la parola passa alla difesa, affidata agli avvocati Italo Colaneri e Maria Lampitella. Saranno loro ad assistere il giovane nell’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice per le indagini preliminari, prevista nelle prossime ore. In quella sede Maddalena potrà decidere se rispondere alle domande del magistrato, se fornire la sua versione su quel momento di buio che ha trasformato una seduta di meditazione in un tentato omicidio, o se rimanere in silenzio. Fino ad allora, resta quella stanza di via Forlanini a raccontare una storia di sangue, violenza e follia improvvisa.

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