Arrivata a Ortona la nave con 68 migranti: ci sono una donna incinta e 16 minori non accompagnati

È arrivata stamani l'imbarcazione Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency. A bordo 68 persone partite dalla cittadina libica di Zuwara: provengono da Bangladesh, Somalia, Sudan e Sud Sudan
ORTONA. È arrivata stamani nel porto di Ortona l'imbarcazione Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency. A bordo 68 persone, di cui 61 uomini e 7 donne, una delle quali incinta; sedici i minori non accompagnati. Partite dalla cittadina libica di Zuwara, provengono prevalentemente da Bangladesh, Somalia, Sudan e Sud Sudan. Erano state soccorse in due distinti interventi nelle acque internazionali della zona Sar libica. Dopo l'approdo, è scattato, come da prassi, il consueto piano operativo coordinato dalla Prefettura di Chieti, che coinvolge, tra l'altro, protezione civile, 118 e forze dell'ordine, per le procedure di sicurezza e identificazione e per tutti gli accertamenti di tipo sanitario. Al termine di tali operazioni, i migranti saranno trasferiti secondo il riparto disposto dal ministero.
I due gommoni in pericolo soccorsi il 30 aprile - racconta Emercency - viaggiavano separatamente ed erano entrambi inadatti ad affrontare la traversata del Mediterraneo, oltre che sovraffollati e privi delle dotazioni di sicurezza. Sempre domenica, conclusi i due interventi, le autorità hanno assegnato alla Life Support il porto di sbarco di Ortona, a circa 745 miglia nautiche di distanza. Scelta che ha ritardato l'arrivo dei naufraghi in un posto sicuro e il loro accesso ai servizi essenziali.
"Dopo quattro giorni di navigazione le 68 persone soccorse, tra cui ricordo erano presenti anche donne, minori e una donna al nono mese di gravidanza, sono potute finalmente scendere a terra - afferma Gabriele Padovan, Comandante della nave SAR di Emergency - ci auguriamo che tutti i naufraghi possano avere una vita migliore di quella che si sono lasciati alle spalle".
Tra le 68 persone soccorse 31 sono uomini, compresi 16 minori non accompagnati e 2 minori che viaggiavano con almeno un familiare, e 7 sono donne, tra le quali anche una giovane in stato di gravidanza.
"Durante i giorni di navigazione abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con le persone soccorse, di conoscere le loro storie, di prenderci cura di loro per drammi che durano da anni - racconta Crescenzo Caiazza, Medical team leader a bordo della Life Support di Emergency - hanno un percorso migratorio alle spalle che ha lasciato segni sul corpo, cicatrici più e meno visibili, conseguenze delle torture subite all'interno dei centri di detenzione libici, delle percosse, o dei giorni in cui sono state lasciate nel deserto senza cibo, acqua, né riparo a cui non tutti sono riusciti a sopravvivere. A bordo abbiamo avuto alcuni casi particolarmente delicati, penso a una donna in gravidanza e ai bimbi piccoli, a cui abbiamo garantito l'assistenza sanitaria. Ora auspichiamo che l'Italia e l'Europa sappiano accogliere e offrire un futuro a queste persone".
Le persone soccorse sono originarie prevalentemente di Bangladesh, Somalia, Sudan e Sud Sudan. Con lo sbarco di oggi la Life Support ha concluso la sua 43esima missione nel Mediterraneo centrale. La nave SAR di Emergency opera in questa regione dal dicembre 2022 e durante questo periodo ha soccorso complessivamente 3.510 persone.

