Palmoli

Bimbi del bosco, Cantelmi: «Giudici, un passo indietro». Stasera lo speciale su Rete8

12 Marzo 2026

L’appello del consulente della famiglia Trevallion in una lettera ai magistrati minorili. Alle 23 in tv l’approfondimento sul caso nella trasmissione “Zoom-storie del nostro tempo”. Parla la zia: «Uno dei bimbi non vuole più mangiare»

VASTO. Un appello accorato, ma deciso, per chiedere di «tornare indietro». Porta la firma di Tonino Cantelmi, il consulente di parte della famiglia del bosco, la lettera-appello inviata a Claudio Cottatellucci, il presidente della categoria magistrati dei minori. «Rinnovo la mia fiducia nella buona fede dei giudici. Ma credo che l’istituzione sia grande quando sa tornare sui propri passi e riconoscere eventuali errori», ha scritto lo psichiatra. Un tentativo extragiudiziale per arrivare al ricongiungimento dei Trevallion dopo che lo scorso venerdì il tribunale per i minorenni dell’Aquila è andato nella direzione opposta, decidendo di allontanare mamma Catherine dalla struttura protetta di Vasto dove fino ad allora aveva vissuto solo per stare vicina ai suoi bambini. Le immagini dei piccoli che urlano disperati implorandola di rimanere hanno fatto il giro del web, spaccando ulteriormente l’opinione pubblica, divisa tra difensori della famiglia del bosco e paladini di giudici e assistenti sociali. Su Zoom-storie del nostro tempo, in onda stasera alle 23 su Rete8, racconteremo tutti gli sviluppi della vicenda, con un’intervista esclusiva proprio a Cantelmi.
Il suo appello si inserisce nell’impasse giudiziaria in cui è incappato il tribunale per i minorenni dopo aver emanato un provvedimento a cui, di fatto, non poteva essere dato seguito. Almeno nella parte più rilevante, cioè quella del trasferimento dei bimbi in una nuova casa famiglia. Nessuna struttura attualmente si è detta disposta a farsi carico della pressione mediatica che porta con sé questo caso. E così questa ordinanza “monca” ha prodotto soltanto l’espulsione di Catherine, da una parte, e a una trattativa parallela per evitare la ricollocazione dei bambini, dall’altra. La Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Alessandra De Febis, da giorni cerca di trovare la quadra con i responsabili della struttura – gli stessi che avevano denunciato la «impossibilità di gestire la famiglia» – e l’assistente sociale Veruska D’Angelo per mantenere la situazione attuale. «Non vogliamo che i bambini subiscano un secondo trauma. Lavoriamo al ricongiungimento di tutta la famiglia», ha detto De Febis, aggiungendo che l’obiettivo è anche permettere a Catherine di riabbracciare i suoi figli.
Se questa è la posizione della Garante abruzzese, la sua omologa a livello nazionale, Marina Terragni, è stata ancora più netta nel difendere la famiglia. Oggi è attesa per una visita alla struttura protetta di Vasto.
Intanto, proseguono le giornate di Catherine lontana dai suoi bimbi. I quaranta chilometri di distanza tra il casolare di Palmoli e la struttura di Vasto sono una distanza incolmabile in questo momento. Il tribunale ha disposto che gli incontri potranno avvenire soltanto in videochiamata o sotto sorveglianza, ma per ora i responsabili della struttura hanno preferito optare per la prima opzione. La sorella Rachel, arrivata dall’Australia insieme alla mamma Pauline per dare sostegno a Catherine, ha raccontato che uno dei bambini «continua a dire “non mangerò finché non torna la mamma”. Ogni volta che parlano al telefono si ripete il trauma di essere separati dalla mamma. Non si può ripetutamente dire addio alla mamma. Poi vederla in videochiamata la sera e sentirli dire per mezz’ora: “Ti prego mamma, ti prego, abbiamo bisogno di te”. È una follia», ha aggiunto, «bisogna che qualcuno intervenga».