Catturata la banda che ruba le auto: due arrestati, nei guai anche un 15enne 

Malviventi foggiani in manette: sorpresi mentre forzano la portiera di una Giulietta parcheggiata vicino a un cantiere edile Il giudice: «È un gruppo d’azione criminale, può colpire ancora». Sospetti su altri furti avvenuti tra Chieti e Francavilla

CHIETI. «Un gruppo d’azione criminale». Così il giudice del tribunale di Chieti Luca De Ninis definisce la banda di ladri d’auto arrestata dai carabinieri la scorsa notte, a San Giovanni Teatino, per tentato furto aggravato in concorso. In manette sono finiti Angelo Bruno, 21 anni, e Vincenzo Castriotta (19), entrambi di Foggia; è stato invece denunciato a piede libero il loro complice, appena 15 anni, anche lui foggiano. L’intervento immediato dei militari della sezione radiomobile della compagnia di Chieti ha fatto saltare il piano che prevedeva una notte di razzia sulle strade. Il sospetto, infatti, è che gli indagati abbiano già colpito nel recente passato anche a Chieti, Ortona e Francavilla al Mare.
LA RICOSTRUZIONE
L’allarme scatta verso l’una, quando una guardia giurata, in servizio in un cantiere edile in via Mazzini, nei pressi del distributore Agip, nota tre ragazzi che stanno forzando con un cacciavite la portiera lato guida di una Alfa Romeo Giulietta di proprietà di un marsicano di 71 anni. Nel momento in cui si accorge di essere osservato, il terzetto si dà alla fuga prima a piedi e, subito dopo, a bordo di una Ford Focus che procede a fari spenti. Il vigilante telefona al 112. Sul posto si precipita una pattuglia del Radiomobile che, dopo un breve inseguimento, blocca l’auto dei malviventi. «Siamo qui per incontrare delle ragazze», tentano di giustificarsi. Ma a incastrare i ladri, oltre alla testimonianza della guardia giurata, è anche il cacciavite sequestrato nel corso della perquisizione. Senza considerare che sulla Giulietta sono evidenti i segni di danneggiamento. I due maggiorenni trascorrono la notte nelle camere di sicurezza dalla caserma di via Ricciardi, mentre il minorenne viene indagato a piede libero. Fin qui, la ricostruzione del blitz dei carabinieri.
L’UDIENZA
Nel primo pomeriggio di ieri, il caso arriva davanti al giudice De Ninis che – su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo – convalida l’arresto e dispone nei confronti degli indagati l’obbligo di dimora nel comune di residenza, con il divieto di allontanarsi dalle rispettive abitazioni dalle nove di sera alle sette del mattino. Gli arrestati si avvalgono della facoltà di non rispondere. Secondo il giudice, è concreto e attuale il rischio che la banda torni a colpire, considerando che non si è fatta scrupoli a partire da Foggia e raggiungere l’Abruzzo, in piena notte, con attrezzi idonei a rubare le auto. Per di più, tutti i componenti della gang, compreso il quindicenne, in passato sono finiti nei guai per reati analoghi. Ecco perché non potranno lasciare Foggia e hanno il divieto assoluto di mettere il piede fuori di casa nelle ore notturne.
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