il processo

Delitto di Bucchianico: la Cassazione dice sì al nuovo processo per l’uomo che uccise la madre con 34 coltellate

11 Aprile 2026

Il caso di De Vincentiis in Corte d’appello a Perugia.

Condannato all’ergastolo, all’uomo è stata ridotta la pena in secondo grado a 24 anni di reclusione

BUCCHIANICO

Arriva a Perugia, sui banchi della Corte d’assise d’appello, dopo il sì della Cassazione al nuovo processo attorno al bilanciamento delle circostanze, il caso di Cristiano De Vincentiis, l’uomo che il 19 ottobre 2022 a Bucchianico ha ucciso sua madre Paola con 34 coltellate e che gli era costato la condanna all’ergastolo in primo grado, accogliendo la richiesta del pm Giancarlo Ciani. Pena che la Corte d’assise d’appello aveva rideterminato a 24 anni di reclusione con una sentenza che di quella tragedia aveva ridisegnato i bordi del profilo giudiziario e a cui ha fatto immediatamente seguito il ricorso in Cassazione da parte della difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Gian Luca Totani. Ora quella corte ha accolto la richiesta di un nuovo esame delle circostanze che hanno condotto all’omicidio della donna, che De Vincentiis stesso confessò nel corso della ricostruzione fornita all’autorità giudiziaria e che prendeva le mosse da un dramma domestico, esploso poi in una violenza cieca: furono per primi i soccorritori del 118 a trovare De Vincentiis «per le scale, fuori alla porta, tutto insanguinato, mezzo nudo». Ma secondo la ricostruzione fornita nei tre gradi di giudizio, fu Paola De Vincentiis, 69 anni, ad aggredire per prima il figlio Cristiano, oggi 53enne, mentre dormiva. De Vincentiis raccontò infatti che sua madre fece capolino nella sua camera da letto armata di un coltello da cucina con una lama di ben 20 centimetri e di uno schiaccianoci, colpendolo al petto e al capo mentre si trovava ancora disteso sul suo letto. Da lì, la colluttazione in termini sempre più aspri, fino al disarmo da parte del figlio, che agli inquirenti, confessando l’omicidio, disse: «Finalmente ci so’ riuscito, però mi so’ spappolato la mano qua. E poi gli ho dato la stessa minestra». Fu in quel momento che, mosso da un’ira incontenibile, Cristiano De Vincentiis, impugnando lo stesso coltello decise di scagliarsi sulla madre, colpendola dieci volte al torace e, una volta che la donna era crollata a terra, infierendo altre 24 coltellate. Ora questa ricostruzione approda per un nuovo esame sui banchi della corte del capoluogo umbro che dovrà esprimersi sulle dinamiche contestuali che hanno orbitato attorno all’omicidio, in cui a pesare sui piatti della bilancia sono l’attenuante della provocazione e l’aggravante dell’omicidio brutale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA