«È violento, non può entrare allo stadio»: ma il presidente Di Labio lo nomina dirigente

Chieti Calcio, scoppia il nuovo caso: affidato l’incarico all'ex responsabile della sicurezza a cui il questore ha vietato le manifestazioni sportive per quattro anni. Il numero uno della società neroverde: «Non abbiamo problemi se sulla testa di Alessandro Mancinelli pende un Daspo»
CHIETI. Una promessa, almeno una, il presidente Gianni Di Labio l’ha mantenuta: nominare dirigente del Chieti calcio un tifoso sottoposto al Daspo, vale a dire il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, in quanto ritenuto responsabile di episodi di violenza. Parliamo di un provvedimento firmato dal questore nei confronti di chi, legge alla mano, viene considerato un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. E Di Labio cosa fa? Davanti alle telecamere, annuncia – orgoglioso – l’imminente ingresso nell’organigramma societario di Alessandro Mancinelli, già in passato dirigente neroverde con la qualifica di «responsabile della sicurezza e della logistica», e nel 2023 denunciato dalla polizia di Stato per lesioni aggravate e lancio di materiale pericoloso, con l’accusa di aver ferito con una bottigliata in faccia il team manager dell’Aquila dopo una discussione scoppiata tra giocatori. Un’impresa che gli è valsa non solo una denuncia alla procura della Repubblica, ma anche un Daspo della durata di 4 anni che, in parole semplici, significa: deve restare lontano da tutti gli stadi italiani ed europei.
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