Paglieta

Funerali Mario Zuccarini, la famiglia attende il nulla osta della Procura

10 Marzo 2026

Trattenuta la salma per l’autopsia. Il 40enne lascia la figlia, la moglie e la madre. Il saluto commosso dei conoscenti sui social

PAGLIETA. Sarà l’esame autoptico, disposto dalla procura della Repubblica di Lanciano, a dover fare piena luce sulla tragica scomparsa di Mario Zuccarini, il quarantenne di Paglieta che ha perso la vita domenica sera in un drammatico incidente stradale. La salma del giovane operaio della fabbrica Trigano Van è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale “Ss. Annunziata” di Chieti, a disposizione della magistratura frentana, per chiarire le cause del decesso e per accertare se il conducente sia stato colto da un malore improvviso o se vi siano stati altri fattori determinanti che gli abbiano fatto perdere il controllo della sua Mercedes. Gli inquirenti intendono valutare ogni aspetto, dai risultati tossicologici alla verifica di eventuali imprevisti esterni, prima di archiviare l’accaduto come una tragica fatalità.

La dinamica del sinistro, avvenuto in località Pedicagne di Colle Martino, nei pressi dell’ex fornace, sulla Provinciale 119 che attraversa alcuni centri della Val di Sangro, è al vaglio dei carabinieri del Nor di Atessa. Mario, di ritorno da un pranzo trascorso in compagnia degli amici di sempre, era al volante della sua vettura quando ha perso il controllo della vettura, andata a schiantarsi violentemente contro un cordolo di cemento nei pressi di un ponticello, catapultandosi poi nella scarpata sottostante. L’urto contro la struttura fissa di cemento è stato violentissimo e non ha lasciato alcuno scampo al conducente, nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Casoli e dei sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza nel disperato tentativo di rianimarlo.

Sui social il dolore di chi ha condiviso con lui la quotidianità emerge attraverso testimonianze cariche di commozione. Francesco Di Rocco ha voluto descrivere una notizia che colpisce come un pugno allo stomaco, ricordando un amico vero, di quelli che lasciano un segno che non va più via. Di Rocco ha sottolineato come Mario avesse una parola particolare per tutti, pronunciata con quell’affetto e quella semplicità che lo rappresentavano profondamente: «Ciao “cumpari”».

Non era soltanto un semplice saluto, ma il suo modo autentico di far sentire le persone parte integrante della sua vita, un’espressione che ora risuona con dolorosa nostalgia nel silenzio lasciato dalla sua scomparsa. Oltre alla grande passione per i motori, che lo portava a prendersi cura delle auto sportive, come la sua Uno Turbo o l’amata Harley-Davidson, al centro del mondo di Mario c’era l’amore immenso per la figlia Aurora, avuta dalla moglie Sara. Un legame profondo e indissolubile lo univa anche alla madre Antonietta, che viveva per questo figlio, ai fratelli Francesco ed Emanuele e alla sorella Sara, tutti stretti oggi in un cordoglio dignitoso, insieme a papà Pietro, in attesa del nulla osta della Procura di Lanciano per la celebrazione dei funerali.

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