ATESSA

Incidente sul lavoro in Val di Sangro: muore 46enne

L'infortunio è avvenuto intorno alle 11 nella fabbrica Proma. La vittima è Roberto Caporale di Lanciano: stava lavorando a una pressa quando è stato investito da un tubo metallico

ATESSA. Incidente mortale sul lavoro ad Atessa questa mattina intorno alle ore 11 in una fabbrica del settore automotive della Val di Sangro. La vittima è Roberto Caporale, 46enne di Lanciano. L'infortunio è avvenuto all'interno della fabbrica Proma in contrada Saletti.

Secondo una prima ricostruzione, l'operaio era intento ad operare con una pressa quando è stato investito da un tubo metallico violentemente espulso dalla macchina. Il tubo lo ha colpito all'altezza del tronco, causandogli lesioni irreversibili che lo hanno portato alla morte. Si era alzato in volo anche l'elisoccorso ma invano.

Sul posto i carabinieri della stazione di Atessa, il medico del lavoro della Asl e il personale del 118. La Procura della repubblica di Lanciano ha disposto il sequestro del macchinario mentre la salma è stata portata nella camera mortuaria dell'ospedale civile di Chieti in attesa esame autoptico.

I SINDACATI LANCIANO LO SCIOPERO

"Quello accaduto oggi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa è l’ennesimo incidente mortale che capita nel nostro paese e nella nostra regione", dicono i responsabili della Fiom Cgil Chieti, Fim Cisl Abruzzo Molise e la rsu aziendale, "angoscia, sgomento e rabbia sono i sentimenti che viviamo in questi giorni che ci spingono ad alzare, ancora di più, il livello di impegno contro questa vergogna. Ancora un lavoratore precario che lavorava nella speranza di avere un posto fisso. Troppo frequentemente, queste tragedie evidenziano la mancanza di adeguate misure preventive e di sistemi necessari per assicurare la protezione e la sicurezza dei lavoratori. Le condizioni di lavoro in molte aziende sono troppe volte trascurate, con scarsa considerazione per l'importanza della prevenzione. Le iniziative di sensibilizzazione riguardo alla sicurezza sul lavoro vengono spesso considerate costi invece che investimenti nelle persone e nel loro futuro. Inoltre, l'aspetto economico talvolta prevale sulle leggi che mirano a regolamentare il lavoro, portando a una deregolamentazione dannosa. È imperativo che la salute e la sicurezza siano prioritarie in tutti i contesti lavorativi, al fine di contrastare queste tragedie e rendere i lavoratori più forti nella difesa dei propri diritti. Inoltre, è essenziale potenziare l'attività ispettiva degli enti preposti, spesso soggetti a tagli da parte dei governi. La promozione di una cultura diffusa della sicurezza contribuirà a garantire un ambiente lavorativo più sano e sicuro per tutti".

Per questi motivi la Fiom Cgil Chieti e la Fim Csil Abruzzo Molise, proclamano 2 ore di sciopero il 16 gennaio nelle ultime due ore di ciascun turno. 

Interviene anche la Uilm Chieti Pescara. "La morte di un lavoratore non è possibile neanche commentarla perché non ci sono commenti, è una disgrazia assurda che nel 2024 non dovrebbe succedere", dice Nicola Manzi, segretario della Uilm Chieti Pescara. "Purtroppo gli appelli continui, a partire dal Presidente della Repubblica alle Istituzioni e quant'altro, non aprono le coscienze delle aziende, delle istituzioni per metterci una volta per sempre mano a questo annoso problema del nostro Paese e soprattutto dell'Abruzzo che porta una maglia nera per gli infortuni mortali sul lavoro", aggiunge Manzi. 

La federazione Abruzzo e Molise dell'Usb chiede che l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro. "Il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime è una necessità irrimandabile. A tal proposito da mesi stiamo raccogliendo firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che prevede l'introduzione di tali reati e che costringerebbe il parlamento ad affrontare il tema". Lo afferma, in una nota, la federazione Abruzzo e Molise dell'Usb che ciede di potenziare gli organici degli enti di controllo delle Asl e attuare una loro riforma profonda per non lasciare scampo a chi non rispetta le regole". L'Usb ha ribadito, nella riunione del Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenutasi a Pescara lo scorso 20 dicembre, che "non bastano formazione e informazione, ma serve ben altro per fermare questa carneficina".

"Nei prossimi giorni - conclude la nota - programmeremo scioperi in tutte le aziende della Val di Sangro in cui siamo presenti, per ricordare Roberto, tutti i lavoratori morti sul lavoro e per chiedere vera giustizia per loro e per le loro famiglie. In questo momento sentiamo che è il modo migliore per mostrare la nostra vicinanza alla famiglia di Roberto. Se i lavoratori muoiono il minimo è che, se vi sono responsabilità, chi le ha deve pagare con la galera".