Vasto

L’appello della famiglia di Domenico Racanati: «Ora tiratelo fuori dalle macerie»

5 Maggio 2026

Non si hanno più notizie del 53enne di Bisceglie dal 2 aprile, quando il viadotto sulla statale 16 è crollato. La madre: «È il dolore di un genitore che parla e che chiede che suo figlio torni a casa»

VASTO. Sono trascorsi 33 giorni dal crollo del ponte sul fiume Trigno. L’infrastruttura ha trascinato con se Domenico Racanati, marittimo di 53 anni di Bisceglie che in quel momento, al volante di una Fiat Bravo, stava cercando di andare a Ortona. L’uomo da quel giorno è scomparso. La Procura di Larino ha avviato un’inchiesta e affidato le ricerche a carabinieri, vigili del fuoco e autorità marittima. Domenico però non si trova. La famiglia è convinta che si trovi sotto il cumulo di macerie del ponte.

La madre del 53enne ha lanciato domenica un nuovo disperato appello. «Non chiedo favori», ha detto l’anziana. «Chiedo giustizia. Mio figlio non deve restare lì sotto. Siamo stanchi con un immenso dolore, un dolore di una mamma che vuole suo figlio a casa». Insieme alla madre anche il fratello di Domenico, Alessandro, è tornato a chiedere la rimozione delle macerie. «Tiratelo fuori. È ingiusto che stia la sotto. Siamo arrabbiati», sottolinea in un video «perché è passato troppo tempo. Mio fratello non può restare lì, non può essere abbandonato e dimenticato. È una cosa proprio ingiusta. È tutto fermo come se nulla fosse accaduto. Rimuovete le macerie. La macchina non è potuta sparire nel nulla. Tutto ciò che è stato trovato è stato trovato sul ponte o sotto il ponte. Alzate le macerie di quel ponte e prendete Domenico».

Il primo a chiedere la rimozione delle macerie era stato il perito vastese, Stefano Moretti . L’auto piena di acqua, a giudizio di Moretti, dovrebbe trovarsi sotto i manufatti, intrappolata tra macerie e alberi. La ricostruzione è stata letta anche dalla famiglia Racanati, che ritiene attendibile quanto supposto dal perito e chiede per questo alla Procura di Larino di non perdere altro tempo in mare e di rimuovere ciò che resta della campata del ponte crollato.

«Una cosa è certa: mio padre è lì e merita di essere trovato», ha scritto la figlia di Domenico Racanati, Angelica. «Secondo la ricostruzione tecnica altamente probabile, il veicolo sarebbe intrappolato sotto i detriti del ponte crollato. Questo significa che senza un intervento deciso e rapido mio padre potrebbe restare li invisibile. Io non posso accettarlo. Chiedo con forza alle autorità competenti alla protezione civile, ai vigili del fuoco e a tutte le istituzioni coinvolte di accelerare le operazioni. Fate tutto il possibile. Non fermatevi. Non è solo una questione tecnica. È una questione di rispetto, dignità e umanità. Vi prego, agite in fretta. Prego tutti di condividere questo appello per non far calare il silenzio. Finché non avremo risposte noi non ci fermeremo».

A Bisceglie pare che presto verrà avviata una raccolta di firme. Una petizione da consegnare alla Procura di Larino per sollecitare la rimozione delle macerie.

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