Roma

Mariorino (M5S): «Quella di La Russa sulla famiglia del bosco è solo propaganda»

18 Marzo 2026

La replica della senatrice al presidente del Senato: «Le sue parole una pezza peggio del buco»

VASTO.

Non finiscono le polemiche contro Ignazio La Russa dopo la notizia, data in esclusiva da questo giornale, del suo invito recapitato ai genitori del bosco per un incontro a Palazzo Madama. Un incontro poi confermato dallo stesso presidente del Senato che, intervistato dal Centro, ha parlato di un’ordinanza che «contesta il reato di speranza della madre» a vedere la propria famiglia riunita. Alle sue parole ha risposto immediatamente la senatrice pentastellata Alessandra Maiorino

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: «Non solo il presidente La Russa conferma che inizialmente la data per ricevere i genitori della “famiglia del bosco” era questo mercoledì, cioè domani, ma rileviamo anche che continua la disperata propaganda nel tentativo di infangare i giudici sulla base di nulla. Addirittura, accusarli di voler istituire il “reato di speranza”, significa banalizzare il loro lavoro e, soprattutto, la tutela dei minori, che non si fonda su suggestioni ma su fatti e responsabilità. Il cortocircuito del governo è evidente»; prosegue la senatrice, «con il decreto Caivano si è rivendicato il pugno durissimo con chi non garantisce un'educazione ai propri figli, con tanto di video della premier che evocava carcere e decadenza della responsabilità genitoriale; oggi, invece, si scopre improvvisamente comprensiva. Più che una linea politica, un inseguimento confuso della cronaca, con contraddizioni colossali. Le parole di La Russa sono una pezza che è peggio del buco.

Quanto alla «sinistra impaurita», attacca ancora Maiorino, «voglio tranquillizzare La Russa che non c'è alcuna paura, ma rispetto per le istituzioni e per chi è chiamato a proteggere i più fragili. A pochi giorni dal referendum, si continuano a solleticare i sentimenti dell'opinione pubblica che nulla hanno a che fare con questa riforma, che in realtà ha l'unico obiettivo di imbavagliare la magistratura per lasciare le mani libere a certa politica allergica ai controlli». Poco dopo è arrivato anche il commento del vertice dei 5 Stelle, Giuseppe Conte che ha sottolineato l’intento di strumentalizzare il caso dei Trevallion: «Questa è una riforma che non migliora in nulla il sistema e l'efficienza della giustizia. Non accelera neppure i processi. E non serve a nulla nei casi Garlasco, Rogoredo e famiglia nel bosco. Serve invece alla politica, al governo di turno per mettersi al riparo dall'inchiesta della magistratura».

Dure anche le parole della presidente del tribunale per i minorenni di Torino, Carmen Mecca, che ha voluto difendere i colleghi dell’Aquila: «Agli attacchi ai provvedimenti giudiziari che hanno riguardato il nucleo familiare nelle cronache noto come la famiglia nel bosco consegue la sospettosità, la fine della fiducia dei legami sociali tra istituzioni, volontariato. E insomma, si danneggia il tessuto sociale. Ecco, e questa preoccupazione ce l'ho come magistrato, ma ce l'ho soprattutto, mi viene da dire, anche come cittadino. E quando poi diciamo, è chiaro a tutti noi operatori del diritto, nell'ambito della giustizia minorile, che l'allontanamento è davvero un'estrema ratio e che prima bisogna fare ogni sforzo possibile di recuperare un nucleo familiare fragile in cui i genitori presentano delle inadeguatezze importanti e anche dannose per i loro figli».