Costa dei Trabocchi, Marsilio: «Dieci anni solo per espropriare le stazioni»

26 Agosto 2026

Il governatore in bici a “Strade d’Abruzzo”: «Il Giro d’Italia ancora sul nostro mare». In ritardo gli interventi per cancellare il degrado: «Ora la Provincia faccia i progetti»

CHIETI. La Costa dei Trabocchi, con la sua pista ciclabile, è una delle bellezze della nostra regione. Gettonatissima dai turisti, in estate in tantissimi l’hanno scelta per le vacanze o per una semplice passeggiata con il mare che è li a due passi dalla pista. E con i tradizionali Trabocchi a rendere ancor più bella una cartolina invidiata da tutto il mondo. Questa sera alle ore 20.30 su Rete 8 ci sarà il presidente della Regione Marco Marsilio a pedalare nella trasmissione Strade D’Abruzzo proprio sulla ciclabile dei Trabocchi. Con il conduttore Enrico Giancarli e il presidente Marsilio ci saranno l’imprenditore Valentino Sciotti, Antonio Salvi e il sindaco di Rocca San Giovanni Fabio Caravaggio.

La Costa dei Trabocchi è stata valorizzata e non poco nel 2023 con la grande partenza del Giro d’Italia e con quella cronometro individuale che ha strappato applausi. E il presidente Marsilio ha rilanciato con il grande ciclismo: «Mi piacerebbe nei prossimi anni prima della fine del mio mandato (2029) di poter riproporre un’altra cronometro individuale sulla ciclabile dei Trabocchi, magari quando sarà ulteriormente completata. Scoprire il resto della via verde è una possibilità. E mi piacerebbe anche in futuro portare in Abruzzo l’ultima tappa di montagna prima dell’arrivo a Roma. 2027? No troppo presto». Marsilio ha poi toccato tanti argomenti sulla Costa dei Trabocchi. «È uno dei grandi brand che attrae tanti turisti dal’Italia e dal mondo con l’aeroporto d’Abruzzo che ha moltiplicato i numeri e si registra un grande aumento del turismo straniero. Quando inaugurammo la pista ciclabile, era sostanzialmente la Via Verde da Fossacesia a Ortona. Ora si sta incrementando verso Francavilla e si sta riconnettendo verso Vasto e San Salvo con i tratti che mancavano».

Marsilio ha anche toccato l’argomento della messa in sicurezza della costa abruzzese. «Noi stiamo investendo milioni di euro per questa Via Verde non solo per incentivare le attività ma anche per difenderla ad esempio dal mare che è un avversario insidioso. Ci sono blocchi di cemento e calcestruzzo che cadono in acqua, il mare resta e la sua pericolosità rimane. Ci sono oltre 100 milioni per tutta la costa abruzzese per difenderla con interventi importanti. E abbiamo dato diversi milioni ai comuni di Ortona, Francavilla, Casalbordino e Torino Di Sangro per completare i tratti mancanti della ciclovia e non costringere i ciclisti a fare dei pericolosi passaggi sulla statale. Oggi a Lago Dragoni si stanno mettendo i piloni per far il ponte nel tratto dove è scesa giù a mare la costa per scavalcare quel tratto di Via Verde. Casalbordino ha inaugurato pochi giorni fa chilometri di ciclabile, mancano alcuni tratti nella zona industriale di Vasto per riconnettersi al resto del percorso e poi avremo completato tutto. A nord si è aperta una galleria ad Ortona, si stanno facendo le operazioni di esproprio, nella zona di un campeggio. L’operatore ha capito che il turismo ne trarrà vantaggio».

E non sono mancate parole dirette sul tema delle stazioni. «La vecchia Stazione di San Vito? Nel 2023 l’abbiamo dovuta nascondere per evitare di dare questa immagine di degrado e di abbandono. Nel 2019 quando iniziai a fare il presidente la pista era ancora in costruzione e il tema delle stazioni era già presente. Vennero quasi tutti i sindaci della costa per dirmi che volevano togliere alla Provincia il compito di occuparsi della vicenda. Tra loro anche l’attuale sindaco di Vasto ma che allora non era presidente della Provincia. Era una curiosa lotta tra i Comuni e la Provincia su chi dovesse gestire. Ritenni che fosse opportuno mantenere tutto in capo alla Provincia per fare un progetto unitario e complessivo senza correre il rischio di spezzettare tra i vari comuni. Certo nel 2023, dopo la grande partenza del Giro ho sperato che, finita la pista in tre anni, avremmo visto, affidato, appaltato, aperto e inaugurati i servizi che queste stazioni possono ospitare. Ciclofficina, ristoranti, qualche stanza per ospitare i turisti. Invece non è ancora accaduto, abbiamo solo registrato nelle ultime settimane che la Provincia di Chieti ha concluso le fasi di esproprio e di acquisizione con Rfi. Meno male, ci sono voluti 10 anni. Ma ora ci vogliono i progetti. Troppe volte dalle amministrazioni arrivano i cartelli del no. Si ha paura non so di cosa». Appuntamento alle 20.30 su Rete8 con Strade d’Abruzzo e la Costa dei trabocchi.

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