Minaccia l’ex moglie con la benzina: «Vengo lì e do fuoco a tutto con te dentro»

La perseguitava con molestie e ingiurie, un anno e 4 mesi a un 51enne violento: dovrà scontare la pena ai domiciliari con il braccialetto elettronico e risarcire la donna
LANCIANO. «Sottoponeva la ex moglie a sistematici e continui atti persecutori»; «la gravità dei suoi comportamenti e la rabbia verso l’ex aumentavano con il passare dei giorni»; «un’ossessione»; «un uomo dalla personalità aggressiva e violenta»; «atti persecutori, ingiurie, molestie e minacce sono culminate con il tentativo di darle fuoco davanti agli altri avventori del locale in cui lei lavorava». Così il pm Elena Belvederesi descrive O.V., 51 anni residente a Lanciano e i suoi comportamenti violenti verso l’ex moglie nel procedimento di fronte al giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi, in cui il 51anni ha risposto di stalking verso la ex.
Un rito abbreviato, come chiesto dall’avvocato dell’uomo, Pierpaolo Bada, in cui la pm ha chiesto la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione, come anche l’avvocato della donna, Domenico Frattura. Il giudice ha sentenziato un anno e 4 mesi di reclusione e 14mila euro di risarcimento danni alla donna e ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico che ha il 51enne. L'uomo da novembre scorso è ai domiciliari, dopo aver trascorso tre mesi in carcere, visto che è stato arrestato dalla polizia il 26 agosto dopo che gettò la tanica di benzina nel locale dove la ex lavorava. «Un gesto intimidatorio», per l’avvocato Bada, l’ultimo atto di una serie di condotte persecutorie, molestie e minacce verso la donna, anche in presenza dei due figli, secondo l’accusa.
L’escalation di violenza, sempre per l’accusa, sarebbe iniziata nell’aprile 2025, quando l’uomo si recava a casa per vedere i figli e al rifiuto di lei di avere rapporti, le diceva che aveva un altro. «Ti strappo la testa e te l'attacco al muro»; «ti pisto come il sale»; «non ti devi ribellare» erano minacce quotidiane come le umiliazioni perché le diceva che non era una buona madre, che non sapeva badare ai figli e che li abbandonava. E ancora: offese continue, telefonate quotidiane anche di notte. Spesso si recava nel locale dove la donna lavorava per controllarla e ingiuriarla. Il 22 agosto 2025 l’avrebbe minacciata che se non se ne fosse andata da casa, l’avrebbe buttata dal balcone.
Il 23 agosto 2025 la minaccia più pesante, dal sapore di avvertimento: «Sai che ci metto io a portarti 10 litri di benzina e a dare fuoco a tutto, con te dentro». E il 24 agosto il 51enne è andato davvero nel locale e ha gettato sul bancone una tanica di benzina; non ha appiccato il fuoco, le urla, la corsa del proprietario, che si è anche ferito, lo hanno indotto alla fuga. Poi l’arresto della polizia. Ora la condanna a un anno e 4 mesi; visto che un anno l’ha quasi già scontato, resterà ai domiciliari fino a dicembre.
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