Lanciano

Morte Valerio Rolando Fasoli, inflitti 4 anni all’automobilista che travolse l’ex calciatore

17 Febbraio 2026

L’incidente a Fossacesia nel 2024, ieri il 60enne residente a Mozzagrogna ha potuto patteggiare. Sollevato il concorso di colpa: la vittima in moto non aveva allacciato bene il casco

LANCIANO. Fuggì via, ubriaco, dopo aver causato l’incidente in cui perse la vita Valerio Rolando Fasoli, 71 anni, ex calciatore del Lanciano. Rintracciato dai carabinieri di Ortona, Luigi Fiorente, 60 anni, originario di San Severo e residente a Mozzagrogna, difeso dall’avvocato Tristana Di Bucchianico, è finito a processo con l’accusa di omicidio stradale aggravato e ha patteggiato la pena dinanzi al giudice Giovanni Nappi, di 4 anni di reclusione. Stabilita anche la sospensione della patente per 3 anni e il pagamento delle spese legali alle parti civili, la moglie e i tre figli di Fasoli patrocinati dagli avvocati Pietro Di Ienno e Maura Sgrignoli.

Per la famiglia Fasoli ieri in aula si è riaperta una ferita mai chiusa, quella della morte di Valerio, ex calciatore dai piedi buoni della Pro Lanciano, del Termoli e dell'Andria anni ’70, operaio ex Sevel in pensione, che quella domenica del 21 luglio 2024 stava tornando a casa in sella alla sua Honda, dopo alcune ore spensierate trascorse al mare, e che invece ha trovato la morte nel centro di Fossacesia. A causarla Fiorente, accusato di omicidio stradale aggravato dall'omissione di soccorso, dalla fuga e dallo stato di ebbrezza. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Fasoli stava uscendo con la moto da via Delle Croci per immettersi sulla Lanciano-Fossacesia diretto verso Lanciano, quando dal mare sarebbe arrivata la Kia Carens guidata da Fiorente che invase la corsia opposta, forse per un sorpasso, e travolse il 71enne.

Fasoli venne scaraventato sul lato sinistro della strada e finì con la testa contro il marciapiede e il palo della segnaletica dell’incrocio perdendo anche il casco. L’uomo rimase a terra ma Fiorente, anziché fermarsi e prestare soccorso, accelerò e fuggì via. Arrivarono gli operatori sanitari del 118 e i carabinieri, Fasoli venne stabilizzato e trasportato in codice rosso con l’eliambulanza all’ospedale di Pescara, dove però morì il 10 agosto 2024. Un’ora dopo l’incidente, mentre l’ex calciatore lottava in Rianimazione, i carabinieri rintracciarono l'automobilista-pirata a Mozzagrogna.

Sottoposto all’alcol test, Fiorente fece registrare un tasso alcolemico 1.15 grammi/litro e 1.20g/l (0.49 g/l massimo per legge), e fu trovata anche l’auto con la carrozzeria che portava i segni dell’incidente. Da qui l’accusa di lesioni gravissime, con la fuga e omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza. Che, con la morte di Fasoli, è diventata omicidio stradale aggravato. Il 60enne è arrivato al patteggiamento con il dimezzamento della pena da 8 a 4 anni anche perché è stato individuato un concorso di colpa: Fasoli non aveva allacciato correttamente il casco. Oltre ai 4 anni di reclusione, Fiorente non potrà guidare per almeno tre anni.

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