Rischio infiltrazioni, il sindaco: «Salvezza del tribunale a rilento»

22 Settembre 2024

Menna incalza i politici: a Vasto quattro interventi dell’Antimafia in otto anni, non si può più aspettare L’ex presidente Giangiacomo: il processo appena concluso è uno dei motivi per cui non deve chiudere

VASTO. All’indomani della sentenza del processo Ellenika, che ha evidenziato gli appetiti della malavita organizzata per il Vastese, si torna a parlare della necessità di salvare il tribunale di Vasto, presidio di legalità per il territorio e per l’intero Abruzzo. Il sindaco di Vasto Francesco Menna invita i parlamentari abruzzesi a sollecitare finalmente soluzioni definitive al Governo: «È tempo di prendere una decisione definitiva», afferma Menna, «il fatto che a Vasto, in otto anni, sia intervenuta ben quattro volte la Direzione distrettuale antimafia in ben quattro processi per associazioni di stampo mafioso, è un dato che non può essere ignorato. Grazie all’emendamento Legnini, il tribunale di Vasto si è salvato fino ad oggi. È però assolutamente necessario che il governo salvi il presidio. La riforma della giustizia», prosegue Menna, «va fatta tenendo conto delle peculiarità ed esigenze di un territorio».
Per Menna, non solo la procura e il tribunale andrebbero salvati definitivamente, ma sarebbe necessaria una maggiore e continua collaborazione della procura vastese con la Direzione distrettuale dell’Aquila e con la Direzione nazionale antimafia di Foggia. «La storia di Vasto e quello che accade a Vasto raccontano la necessità di proteggere una “città cerniera”», insiste Menna, «la cronaca e ciò che accade non sono opinioni, ma fatti. La malavita pugliese incalza, la lotta al narcotraffico ha permesso di individuare infiltrazioni della ’ndrangheta. Ci sono dati oggettivi che rendono legittima la rivendicazione di una procura per difendere non solo la città che governo, ma l’intera regione».
In Parlamento l’iter della legge sul salvataggio dei tribunali abruzzesi procede a rilento. La vita del tribunale di Vasto, come quelli di Lanciano, Avezzano e Sulmona, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025. A giudizio di Menna è arrivato il momento di prendere una decisione definitiva.
L’importanza di mantenere in vita il presidio di Vasto a tutela della sicurezza dell’intera regione è ribadita anche dall’ex presidente del tribunale vastese Bruno Giangiacomo, ora a Roma come procuratore generale alla Corte d’appello. Giangiacomo ha presieduto il collegio che ha emesso la sentenza del processo Ellenika. «Il processo appena concluso», rimarca il magistrato, «è uno dei motivi per i quali questo tribunale non deve chiudere. Questo territorio conta circa 110mila abitanti. Eliminare il tribunale significherebbe eliminare un prezioso presidio di legalità. A mio avviso la soluzione migliore sarebbe accorpare i tribunali di Vasto e Lanciano, lasciando il penale a Vasto. La soluzione consentirebbe un tribunale con più magistrati, meglio strutturato e più rapido».
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