Auto del sindaco di Monteodorisio a fuoco, in due a processo

La sindaca di Monteodorisio, Catia Di Fabio

31 Gennaio 2026

Si tratta di una coppia di ventenni del paese: uno sarebbe l’autore, l’altra la complice dell’attentato alla vettura della Di Fabio

VASTO. Fissata al prossimo 21 maggio l'udienza preliminare a carico di A. M., 20 anni di Casalbordino e D. D. F. di Vasto 20 anni. Il primo sarebbe staro l'autore materiale dell'incendio del 28 maggio 2025 distrusse la Jeep Renegade del sindaco di Monteodorisio, Catia Di Fabio, parcheggiata sotto casa. L’altra è accusata di essere la complice che avrebbe favorito l'amico e testimoniato il falso intralciando le indagini. Motivo per il quale il ministero della giustizia è ritenuto parte offesa e si costituirà parte civile. L'accusa è supportata da accurati riscontri. Nel frattempo la posizione di A. M. si complica: giovedì il giovane è stato arrestato dai carabinieri in flagranza mentre con un’altra ragazza stava rubando in un appartamento di Monteodorisio. Per i due si sono aperte le porte del carcere. Questa mattina in tribunale è in programma l'udienza di convalida e a seguire il processo con rito direttissimo. Per gli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione che assistono lui, e Antonello Cerella per la ragazza, la difesa non sarà facile considerando che A.M. il prossimo 12 febbraio dovrà comparire davanti ai giudici anche per essere fuggito dopo aver provocato un incidente.

L'INCENDIO DELL’AUTO. Resta al momento oscuro il movente che ha portato A.M. la notte del 28 maggio 2025 ad appiccare il fuoco all'auto del primo cittadino. Si scava nell'attività politica ma potrebbe essersi trattato anche di un dispetto. A mettere nei guai i due indagati, che continuano a negare ogni addebito, sarebbero stati i telefoni cellulari. Il primo cittadino di Monteodorisio dal giorno dell'incendio ha scelto il silenzio. Nemmeno il suo legale, l'avvocato Guido Giangiacomo per il momento vuole commentare. Confermata da Giangiacomo la costituzione di parte civile. Bocche cucite anche per i difensori dei due indagati , Francesco Tascione e Antonello Cerella. D.D.F. dopo l'incendio avrebbe dichiarato ai carabinieri che da una settimana non vedeva A.M. In realtà la sera dell'incendio il giovane era nella sua casa. Prima dell'incendio in paese erano apparse scritte offensive sulla rappresentante politica. Un'escalation molto preoccupante dunque della quale si è discusso anche in prefettura. Al termine di una riunione del coordinamento delle forze dell'ordine convocata dall'ex prefetto di Chieti, Gaetano Cupello, erano state disposte idonee misure a tutela del sindaco.

IL FURTO. A.M. nel frattempo ha aggravato la propria posizione. Insieme ad un'altra ragazza di 20 anni, P.C. di Monteodorisio, è stato sorpreso dai carabinieri giovedì sera in un abitazione di Monteodorisio. I due sono entrati dopo aver forzato la porta d'ingresso. La coppia è stata ripresa da una telecamera che ha allertato il padrone di casa. L’uomo ha subito avvisato i carabinieri. I due sono stati bloccati e portati via prima che potessero appropriarsi di soldi e oro. Questa mattina compariranno davanti ai giudici.

INCIDENTE STRADALE. Il processo per direttissima che comincerà questa mattina non è l'unico. A.M. ha ricevuto un decreto di citazione a giudizio anche per un fatto che avvenne a marzo 2025. Stando alle accuse, il giovane al volante dell'auto del padre, dopo aver provocato un incidente stradale tamponando una auto e facendola finire fuori strada, invece di fermarsi a soccorrere il ferito era fuggito. Ad assistere l'automobilista ferito che intende costituirsi parte civile sarà l'avvocato Bernardo Mucci.

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