Senato, la Suriani (Sel) resta candidata

Di Michele Marisi e Sigismondi passano a Fratelli d’Italia: «Il Pdl non dà fiducia ai giovani»

VASTO. La tentazione di ritirare la candidatura è stata forte, ma poi ha ceduto al pressing di chi l’ha sostenuta con convinzione alle primarie di Sel consentendole di conquistare il primo posto nella lista del Senato. L’assessore comunale Anna Suriani ha deciso di non gettare la spugna e di partecipare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, nonostante il tiro mancino che le hanno giocato catapultando in Abruzzo Roberto Natale, presidente dimissionario della Federazione nazionale della stampa (Fnsi).

La candidatura calata dall’alto del giornalista l’ha fatta retrocedere al secondo posto, rendendole più difficile la scalata a Palazzo Madama.

«Mi candido», ha annunciato ieri l’assessore all’ambiente, «ho pensato seriamente di rinunciare, tanta è stata l’amarezza di veder vanificato l’esito delle primarie, ma dopo una lunga riflessione e in seguito alle tante sollecitazioni che ho ricevuto dai circoli della provincia e dagli amici che mi hanno votato ho deciso di non ritirare la candidatura, un gesto che sarebbe stato letto come un voler avere per forza la certezza di un seggio. Sapevamo del listino, ma eravamo convinti che regioni piccole come l’Abruzzo sarebbero rimaste fuori e che sarebbero prevalse le regole delle primarie. Evidentemente è mancata la chiarezza. In ogni caso ci sono ancora delle chanche», aggiunge la delegata all’ambiente, «la partita è tutta da giocare».

Al fianco della Suriani, nella sede del partito in corso Plebiscito, Sante Cianci, coordinatore cittadino di Sel che per oggi ha convocato l’assemblea degli iscritti.

Intanto ieri Marco Di Michele Marisi ha rassegnato le dimissioni dal Coordinamento provinciale del Pdl, partito che ha lasciato per aderire al movimento Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e Guido Crosetto insieme al consigliere comunale Etelwardo Sigismondi. «La mia è una scelta dettata dal cuore e che non può trovare ripensamenti», spiega Di Michele Marisi, responsabile di Giovani in movimento, «sono venuti meno i presupposti per restare nel Pdl. Ho cercato fino all’ultimo di rimanere, di continuare a chiedere una organizzazione del partito con congressi, primarie, momenti di partecipazione. Non ho rimorsi, né rancori, né rimpianti, ma solo dispiacere nell’aver constatato che questo partito troppo spesso ha preferito difendere le rendite di posizione piuttosto che dare fiducia a una nuova generazione, ha preferito mandare avanti i soliti piuttosto che scommettere e investire sui giovani, ha preferito affidarsi agli incoerenti piuttosto che ai coerenti, ha preferito dare fiducia ai capibastone piuttosto che alle persone oneste, animate da passione e dallo spirito di servizio nei confronti della comunità tramite l’amministrazione della cosa pubblica».

Anna Bontempo

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