Travolto sulla bici, Alex muore a 18 anni Il pirata della strada confessa in caserma

6 Settembre 2024

La famiglia del ragazzo dice sì alla donazione degli organi. L’investitore è un artigiano 47enne: indagato a piede libero Il dolore della madre: «Spero che questa persona abbia mio figlio davanti agli occhi a vita. Ha distrutto una famiglia»

ORTONA. Lo ha visto lottare con tutte le sue forze. Ha sperato e respirato con lui da martedì notte, senza lasciarlo mai solo. Ma la preghiere di mamma Cristina Adriana non sono servite. Non ce l’ha fatta Alexandru Ionut Arteni, per tutti Alex, 18 anni, romeno d’origine ma residente a Ortona, investito da un’auto pirata in via Camillo De Ritis mentre, in sella alla sua bicicletta, tornava a casa dopo la serata al lavoro come aiuto cuoco in un locale della città. Alex è morto ieri nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, dov’era arrivato in condizioni disperate.
I suoi familiari, come estremo atto d’amore, hanno dato l’assenso alla donazione degli organi. I carabinieri hanno identificato il pirata della strada: è un artigiano di 47 anni, siciliano d’origine, che vive a Ortona. L’uomo, accompagnato dal suo avvocato, mercoledì mattina si è presentato nella caserma di via Roma e ha confessato. Ora è indagato a piede libero per omicidio stradale e omissione di soccorso: codice penale alla mano, in base a quanto recita l’articolo 589 ter, la pena nei suoi confronti non potrà essere inferiore a cinque anni di reclusione. La patente di guida gli è stata naturalmente ritirata.
Mamma Cristina Adriana Stoica non si dà pace. «Spero solo che questa persona veda mio figlio davanti agli occhi a vita», ha scritto su Facebook, rivolgendosi all’investitore, prima che il cuore di Alex smettesse di battere. «Ha distrutto la vita di un giovane. E la vita di tutti noi che gli siamo parenti».
L’incidente è avvenuto lungo la strada che collega il centro cittadino a contrada Fontegrande. Erano le 3.40 quando un automobilista, trovandosi a passare da quelle parti, ha notato il giovane agonizzante e la sua bicicletta finita tra alcune sterpaglie cresciute sul ciglio della carreggiata. Attivata dal numero unico di emergenza 112, sul posto è intervenuta nell’immediatezza una pattuglia dell’Arma, mentre il giovane veniva trasportato dal 118 in gravissime condizioni all’ospedale Santo Spirito.
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Ortona, con il supporto della locale stazione, hanno accertato che il ragazzo era stato investito da un veicolo che, nello schianto, aveva perso alcune parti di carrozzeria, in particolare un fanale anteriore e uno dei due tergicristalli.
Dall’analisi delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza comunali e private, a distanza di poche ore dall’investimento, è stato individuato il tipo di autovettura, una Fiat Multipla.
Nella fase delle indagini che stava portando all’identificazione del proprietario della macchina e del conducente, il pirata della strada si è presentato spontaneamente in caserma: «Sì, sono stato io. Mi sono allontanato», ha provato a giustificarsi, «perché sono andato nel panico. Ma, già poco dopo l’investimento, sono tornato sul posto: c’era già l’ambulanza che stava soccorrendo il ragazzo, solo allora sono andato via di nuovo». La Fiat Multipla dell’indagato, che presenta evidenti segni riconducibili all’investimento, è stata sequestrata.
Con il passare delle ore, le condizioni del giovane si sono ulteriormente aggravate. Ieri mattina, diagnosticata la morte encefalica, è partito il cosiddetto periodo di osservazione, al termine del quale è stato certificato il decesso. I familiari del ragazzo hanno dato l’autorizzazione per l’espianto degli organi: il prelievo verrà eseguito nelle prossime ore.