Va con l’auto e il carburante del Comune agli eventi sul vino: sindaco sotto accusa

Chiesto il processo per Radica, denunciato dall’opposizione e ora nei guai per peculato: «Ha partecipato alle iniziative dell’associazione da lui presieduta utilizzando la Panda del municipio»
TOLLO. È accusato di essersi appropriato di un’automobile e di una scheda carburanti del Comune per finalità diverse rispetto a quelle legate alla sua carica di sindaco e, in particolare, per partecipare agli eventi dell’Associazione nazionale città del vino, di cui è presidente. Il primo cittadino di Tollo, Angelo Radica, 58 anni, rischia di finire sotto processo per il reato di peculato continuato. Il procuratore della Repubblica di Chieti Giampiero Di Florio ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del politico, molto noto in Abruzzo anche per i suoi incarichi di consigliere provinciale, di presidente della sezione regionale dell’Ali, la lega delle autonomie locali italiane, e di numero uno della Recevin, la rete europea delle città del vino, organismo che rappresenta oltre mille Comuni vitivinicoli del continente.
L’inchiesta è scattata dopo un esposto presentato ai carabinieri della Stazione locale dai consiglieri comunali di opposizione Ettore Leve, Bruno Pagnanelli e Filomena Mariani. A seguito degli ulteriori accertamenti del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Chieti, il pubblico ministero ha ritenuto che ci fossero tutti gli elementi necessari per sostenere l’accusa in giudizio.
La contestazione è precisa: Radica avrebbe utilizzato la Fiat Panda dell’Ente per scopi differenti da quelli istituzionali di sindaco. I viaggi sotto la lente sono dieci, spalmati in un arco temporale che va dal 2021 al 2023. Trasferte lunghe, a volte di più giorni, per raggiungere le mete nevralgiche del settore enologico: da Grottaminarda, nell’Avellinese, fino a Trento, passando per l’appuntamento imprescindibile del Vinitaly di Verona. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, in quelle occasioni Radica si muoveva come presidente dell’Associazione città del vino, non come primo cittadino di Tollo. Eppure, il serbatoio veniva riempito a spese dell’Ente pubblico, per un totale calcolato in poco più di mille euro.
Un punto cruciale della vicenda riguarda la gestione contabile di queste missioni: per gli stessi viaggi, Radica ha regolarmente richiesto i rimborsi all’associazione, come previsto dallo statuto del sodalizio fondato a Siena nel 1987. L’organizzazione, che ha lo scopo di valorizzare i territori detentori di marchi Dop e Igp, si è fatta carico delle spese vive: pedaggi autostradali, vitto, parcheggi. Ma il carburante e il mezzo restavano in carico al Comune.
È qui che si inserisce l’affondo politico e legale dell’opposizione. Nel loro esposto, i consiglieri argomentano che «l’Associazione nazionale città del vino ha natura di soggetto privato: risulta essere costituita non per perseguire finalità pubbliche di carattere generale, bensì per rappresentare prettamente gli interessi della categoria agricola». La conclusione che ne traggono è netta: «Appare quindi illecita, o comunque illegittima, la spesa di carburante a carico del Comune di Tollo».
La vicenda ha già prodotto i primi effetti amministrativi, prima ancora che giudiziari. I denuncianti evidenziano come, «a fronte di reiterate interrogazioni e contestazioni», la situazione sia cambiata. Una comunicazione della segretaria comunale, responsabile anche dell’anticorruzione, ha certificato che le schede carburante «sono state riconsegnate all’Ente in attesa di una nuova procedura tesa a migliorare la tracciabilità del servizio ai fini del controllo e della rendicontazione».
Ma, per la minoranza, questo passo indietro non basta. La richiesta è quella delle dimissioni immediate, invocate come «atto di responsabilità istituzionale nei confronti della comunità amministrata, anche in un’ottica di opportunità politico-istituzionale e di tutela dell’immagine». La parola passa ora al giudice, che dovrà stabilire se quella Fiat Panda «in dotazione all’Ufficio tecnico del Comune» sia stata usata per servire la comunità o per interessi che, seppur legittimi, dovevano viaggiare su altre ruote.
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