D’Andreagiovanni: «Il mio Leopardi parla marchigiano»

L’attore pescarese di “Colorado” porta lo spettacolo nei teatri italiani. “Viaggio oltre il tempo” presenta ai giovani tre grandi poeti
PESCARA. Una ragazza, annoiata dal pomeriggio di studio, si addormenta sui libri. Al risveglio, si trova davanti tre pilastri della letteratura italiana che la guidano alla scoperta delle loro opere ma, soprattutto, di se stessi. Per scoprire che, no, non sono poi così distanti da noi. Ha fatto tappa anche al Teatro Circus di Pescara Viaggio oltre il tempo - Dante, Manzoni e Leopardi per le nuove generazioni. Uno spettacolo pensato per le scuole, diretto da Ariele Vincenti, che vede tra i protagonisti Andrea D’Andreagiovanni. L’attore pescarese nello spettacolo presta il volto a Giacomo Leopardi. A condividere con lui il palco, nei panni di Dante Alighieri, c’è Simone Gallo, inseparabile compagno di avventure artistiche: i due si sono conosciuti quando frequentavano l’Accademia d’arte Corrado Pani dei fratelli Insegno e hanno poi formato il duo Andrea e Simone, sbarcando anche nella trasmissione Colorado. Completano il cast Alina Person, nel ruolo della studentessa, e Francesco Gaetani, interprete di Alessandro Manzoni.
Per rendere al meglio il suo Giacomo Leopardi, Andrea D’Andreagiovanni ha scelto di farlo esprimere in marchigiano. «Sia per dargli quella nota comica che mi appartiene come attore, sia perché ha avuto una vita difficile. Per lo stesso motivo, per tutto ciò che ha vissuto, ho voluto che fosse permaloso, che se la prendesse facilmente», ha raccontato al Centro. «Immaginiamo questi poeti, questi autori, parlare in dizione corretta, ma come si parlava una volta? Io volevo che le radici del mio personaggio fossero ben piantate. Inoltre, quando ci si arrabbia, ci si arrabbia in dialetto. Lui si arrabbia in marchigiano, però poi ti recita le poesie con una dizione perfetta. Mi è piaciuta l’idea di unire questi ingredienti, per renderlo più interessante».
Viaggio oltre il tempo, in tour fino a fine marzo, è stato accolto molto positivamente da studenti e docenti. «È uno spettacolo che funziona anche per i più grandi, sia docenti che alunni escono dal teatro entusiasti. Ci sono bellissimi giochi di luci, comicità, dramma, poesia. Abbiamo avuto feedback molto positivi sulla nostra pagina Instagram – dantealegia -, che nominiamo durante lo spettacolo ed esiste davvero».
Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni. Autori quanto mai attuali. «Quando ero ragazzino, mi piaceva la letteratura ma non il modo in cui veniva proposta. Studiando il copione, entri nella psicologia del personaggio e capisci perché ha usato delle parole piuttosto che altre. Il personaggio lo capisci solo se lo studi a fondo, prima di approcciarti all’opera. È come leggere la sceneggiatura di un film: se non leggi le scene non puoi capire l’arco narrativo. È bello anche venire a conoscenza di cose che non si conoscono su questi grandi autori. Quando eravamo piccoli le poesie le imparavamo a memoria, facendo un lavoro come il nostro si entra nel loro pensiero. I problemi che abbiamo oggi li avevano anche allora, ma loro li esprimevano attraverso la poesia». La parola d’ordine è: curiosità. «Quando ero studente non c’era internet a disposizione, ti dovevi attenere al libro di testo, non potevi indagare oltre. Io sono sempre stato curioso, per fare questo mestiere devi esserlo per forza. D’Annunzio, ad esempio, mi incuriosiva molto, forse perché è di Pescara… lo immaginavo con la sua parlata pescarese».
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