Manuela Di Dalmazi vince il primo premio al concorso letterario nazionale “Sororanze”

16 Gennaio 2026

Il testo del racconto "Le parole che ci tengono vive" celebra il potere dello scrivere segreto delle donne afghane ispirandosi ai Landay

PESCARA. La poetessa e scrittrice pescarese Manuela Di Dalmazi è stata premiata dal sindaco Carlo Masci al primo premio del concorso letterario nazionale “Sororanze” per il racconto "Le parole che ci tengono vive". Il testo celebra il potere dello scrivere segreto delle donne afghane ispirandosi ai Landay, antichi versi pashtun brevi e taglienti, capaci di esprimere amore, dolore, desiderio e rabbia in un contesto di oppressione. Attraverso questa forma poetica, Di Dalmazi mette in luce come la solidarietà femminile nasca dall' intelligenza emotiva: la capacità di riconoscere il dolore dell’altra e trasformarlo in forza condivisa.

Su questo tema, un testo di prossima pubblicazione di Di Dalmazi dialoga con il movimento "Creazionismo per una nuova era”, fondato da Annalisa Potenza, portando la riflessione sull’intelligenza emotiva in una prospettiva culturale e creativa più ampia. "Le parole che ci tengono vive" racconta un mondo segreto di coraggio e resistenza, e al tempo stesso riflette sulla società contemporanea, invitando a rompere il silenzio, a nominare la violenza e a riconoscere le disuguaglianze.

Manuela Di Dalmazi è già vincitrice del primo premio al concorso Buenos Aires 2023 con il racconto Sorridi donna, confermando così la sua capacità di dare voce alle storie delle donne e ai temi della resilienza femminile. Il premio fa parte di un progetto promosso da Wwts – World Woman Talent System Abruzzo e organizzato da Bibliodrammatica aps con la direzione artistica di Beniamino Cardines e il coordinamento di Margherita Bonfilio, Annarita Pasquinelli, Fabiola Nucci, Giuseppina Verdolina e Giulia Madonna.

Un ringraziamento speciale viene rivolto anche a Valeria Toppetti, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Pescara, per l’attenzione e il sostegno all’iniziativa. Con questo riconoscimento Manuela Di Dalmazi conferma la sua scrittura come voce poetica e civile, capace di dare spazio alle storie che tengono vive le coscienze e alimentano la resistenza attraverso le parole.

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