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“Il d’Annunzio segreto”. Sebastiano Somma: «A Pescara racconterò il Vate più nascosto»

3 Maggio 2026

L’amato attore campano torna a recitare in Abruzzo. In scena sarà Tom, editore, amico e consigliere del poeta

PESCARA

«Amo il mio lavoro perché mi dà la possibilità di conoscere, di viaggiare, di comunicare bellezza. Con questo spettacolo ci facciamo anche portavoce della nascita di un polo culturale, Pescara ergo sum, che vuole essere un riferimento a livello nazionale e che nasce a Pescara con un’identità molto precisa. E quale miglior viaggio di quello nella poesia di d’Annunzio, per cominciare questa avventura?».

Sebastiano Somma torna a esibirsi in Abruzzo. L’attore campano, tra i più amati dal pubblico, interpreterà il ruolo di Tom Graziani in Il d’Annunzio segreto, atto unico firmato dal compositore e poeta Paolo Cavallone con la regia di Walter Nanni. L’opera andrà in scena domani alle 18, al Teatro Flaiano di Pescara in anteprima nazionale, in una serata presentata da Domenico Ranieri, caporedattore del Centro (biglietti acquistabili su circuito CiaoTickets).

Un debutto nel debutto: lo spettacolo, infatti, inaugura il nuovo progetto culturale ideato da Tiziana Le Donne con la consulenza artistica del maestro Davide Cavuti. Nei panni del Vate, l’attore Marco Gambino. A impreziosire ulteriormente il tutto, saranno le coreografie di Mirko Riccardi, danzate da Luca Esposito, Ilaria Papa e Ciro Stanco. Cavallone, che si esibirà al pianoforte, offre al pubblico un’esperienza intensa e originale, in un’opera che fonde teatro, musica e danza, portando alla luce un lato inedito di d’Annunzio.

«Mi presento al pubblico come il padrone di casa, il “Giuda benevolo”, come un apostolo», racconta al Centro Somma, in questi giorni anche sul grande schermo (l’attore è nel cast del nuovo film di Pupi Avati, Nel tepore del ballo, nelle sale cinematografiche dal 30 aprile). «Tom Graziani è un nome di fantasia, ma nella realtà è la persona che ha accompagnato d’Annunzio per tanti anni, come editore, amico, consigliere: Tommaso Antongini. Aveva una grandissima ammirazione per il Vate».

Nello spettacolo, Tom Graziani è un dispositivo drammaturgico per raccontare il Vate da un punto di vista originale…

«Tutto ruota intorno alla poesia di d’Annunzio – interpretato dal talentuoso Marco Gambino – alla sua figura. Cavallone ha voluto evidenziare la forza della sua parola, della sua poesia, dell’uomo d’Annunzio, con riferimenti filosofici, con una drammaturgia a volte un po’ criptica. Tom racconta il Vate in tutto e per tutto. È stato una persona che ha cercato di farlo conoscere ai posteri attraverso una serie di scritti, che ha pubblicato dopo la sua morte. È proprio come un apostolo. Egli stesso, si definisce un Giuda perché, in qualche modo, “tradisce”, raccontandolo. Quello che presentiamo al pubblico non è l’uomo d’Annunzio con le sue imprese ma il poeta d’Annunzio, che quando scrive è immenso».

Il d’Annunzio Segreto fonde teatro, musica e danza. Un’opera d’arte “totale”. In una delle sue opere più celebri, Il Piacere – manifesto dell’Estetismo italiano – il Vate scriveva proprio: «Bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte”…

«Questo testo fonde e diffonde bellezza, proprio come faceva il grande d’Annunzio. Raccontiamo anche le parole che ha inventato, come “tramezzino”, “velivolo” o “Saiwa”, raccontiamo curiosità, incontri. Si parlerà dell’amicizia con Giacomo Puccini, che avrebbe potuto portare a un percorso letterario e, invece, tutto è naufragato. Ci saranno letture, tra tutte quella de La pioggia nel pineto. Paolo Cavallone ha fatto un ottimo lavoro introspettivo. Cerchiamo di dare spazio anche alla creatività, all’immagine: il regista Walter Nanni ha fatto un’attenta ricerca, proponendo supporti scenografici che aprono gli occhi e la mente».

Qualche anno fa, ha portato in Abruzzo uno dei testi più iconici di Hemingway, Il vecchio e il mare, ma sono diversi gli autori protagonisti dei suoi spettacoli. Continua sulla scia di far conoscere la grande letteratura…

«Questo tipo di rappresentazione mi stimola particolarmente. Tra gli autori affrontati c’è Neruda, anche quello è uno spettacolo condito di tanta musica: oltre all’aspetto civile, sociale, si racconta la storia d’amore con Matilde Urrutia, che ha ispirato la sua grande lirica. È un autore che mi piace tantissimo, così come Miller, come Sciascia. Nel caso di Il d’Annunzio segreto, ho colto con entusiasmo l’invito arrivato da una carissima amica, Carla Panzino di Adricesta, che con la sua associazione porta avanti iniziative importanti per i bambini, molto attiva sul territorio, e di Tiziana Le Donne, che sta portando avanti questo progetto con enorme passione. Sono felicissimo di essere stato coinvolto in questa bella avventura».

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