Cialente: «Pago di tasca mia le cene di rappresentanza»

La somma stanziata di 3.600 euro è stata già impegnata per i gemellaggi Sui viaggi: «A Torino sono andato addirittura utilizzando il mio camper»

L’AQUILA. Zero spese di rappresentanza per il sindaco Massimo Cialente. La somma indicata in bilancio, 3.600 euro per l’annualità 2015, è stata in realtà impegnata, come accaduto negli anni passati, per sostenere le iniziative con le città gemellate. Per Cialente, dopo il furto della macchina di servizio (ritrovata), niente auto e niente portafoglio.

Le polemiche che hanno travolto l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino per le “spese pazze” documentate con tanto di scontrini che gli sono costate la poltrona, sembrano non sfiorare neppure Cialente, che quanto a costi sostenuti dalle casse comunali per viaggi, cene e regali, dice di essere più che tranquillo. «Il plafond è bassissimo», conferma Cialente, «non più di 2mila euro negli anni passati; 3.600 euro previsti quest’anno, ma si badi bene: tali somme vengono utilizzate per finanziare le iniziative legate ai gemellaggi tra L’Aquila e le città straniere». Ma quando Cialente si sposta fuori città per motivi istituzionali o accoglie a cena ospiti in qualità di primo cittadino, chi mette mano al portafoglio? È lo stesso sindaco a chiarire che «l’unica spesa sostenuta quest’anno è stata quella per il viaggio all’Expo, a Milano. A Torino», dice, «sono andato addirittura con il mio camper». Stessa filosofia per le cene di rappresentanza all’Aquila. «Solo due sono state coperte da fondi comunale, previa deliberazione», tiene a precisare Cialente. «Per il resto, quando ricevo due, tre ospiti come sindaco della città, preferisco sempre pagare le cene in prima persona e non utilizzare fondi pubblici. Lo ritengo un atto doveroso, nei confronti dei cittadini, ma anche una questione di buon gusto». Niente scontrini, dunque, né viaggi documentati.

Il sindaco dell’Aquila dice di «pagare tutto di tasca propria. Persino», sottolinea, «quando c’è la necessità di acquistare un omaggio per un ospite particolare, come un libro o una cravatta. È capitato più volte, ma ho sempre pagato io. Non ho certo attinto alle casse comunali. L’indirizzo dell’amministrazione è quello di riservare i pochi fondi destinati alle spese di rappresentanza all’accoglienza delle delegazioni delle città gemellate con L’Aquila».

Un sindaco, dunque, che è costretto a fare di necessità virtù per le spese istituzionali anche per via della comprensibile austerity di un ente alle prese con problemi che sono stati acuiti dall’emergenza sisma che è senza fine.

Monica Pelliccione

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