In diecimila a Cocullo per il tradizionale Rito dei Serpari

Dopo la messa solenne delle ore 11, il culmine c'è stato a mezzogiorno in punto: l’uscita della statua di San Domenico Abate dalla chiesa
COCULLO. Una lieve flessione rispetto allo scorso anno è evidente secondo gli addetti ai lavori. Tuttavia il pubblico è sempre quello delle grandi occasioni a Cocullo per il tradizionale Rito dei Serpari a cui ieri hanno assistito circa diecimila persone. Una piazza gremita nonostante le temperature non proprio primaverili. Sono stati trecento gli esemplari raccolti, che hanno adornato la statua di San Domenico. Una raccolta, quest'anno, che ha dovuto fare i conti con un clima incerto. L'evento, candidato a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, travalica il semplice folklore: si tratta di un rito millenario dove il sacro cristiano e le antiche eredità del popolo dei Marsi si fondono in un abbraccio unico tra l’uomo e il rettile.
La macchina delle celebrazioni si è messa in moto alle ore 9.30, quando il corteo in costume storico ha sfilato per l’offerta dei ciambellati, i dolci tipici della devozione locale. Dopo la messa solenne delle ore 11, il culmine c'è stato a mezzogiorno in punto: l’uscita della statua di San Domenico Abate dalla chiesa. In quel momento i serpari hanno avvolto il simulacro con cervoni, saettoni e biacchi. Non c’è pericolo per gli animali: si tratta di specie protette, censite e monitorate, che al termine della festa vengono restituite integre ai loro habitat naturali. Data l’eccezionalità dell’afflusso, è scattato un piano logistico senza precedenti. Trenitalia ha potenziato la tratta Roma-Pescara con 14 treni (di cui 9 straordinari), garantendo circa 4mila posti a sedere. I bus della Tua hanno dato supporto con i collegamenti costanti con Sulmona, Scanno e Anversa degli Abruzzi.
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