Violenze su medici e infermieri all’ospedale di Sulmona: l’Asl schiera le guardie armate

1 Maggio 2026

Da luglio scatta l’operazione sicurezza: le intemperanze dei pazienti non passeranno più inosservate. In corso interlocuzioni con la questura per un posto fisso di polizia nonostante le carenze d’organico

SULMONA. Scatta l’operazione sicurezza all’ospedale di Sulmona dove, a partire dal mese di luglio, sarà attivo il presidio di guardia armata per dodici ore al giorno. Ad annunciarlo è il direttore generale dell’Asl 1 Paolo Costanzi all’indomani dell’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Sulmona nei confronti di un 69enne che aveva scagliato la provetta delle urine contro un’infermiera del laboratorio analisi. «Attiveremo la guardia armata, ma solo per una parte della giornata a partire, presumibilmente, da luglio», interviene Costanzi, che attende il via libera dalla questura per il posto di polizia. «Per il posto di polizia il questore ci ha chiesto le planimetrie della struttura per valutare lo spazio di destinazione del presidio. Sicuramente avremo un riscontro entro breve, utile a valutare le iniziative da assumere». Il posto di polizia si scontra con il problema della carenza di organico che, oltre a investire i sanitari, mette in affanno anche gli uomini in divisa.

In attesa delle valutazioni della questura, l’azienda sanitaria ha deciso comunque di attivare la guardia armata in pronto soccorso. Il problema sicurezza nel presidio ospedaliero cittadino è riesploso lo scorso autunno. Quattro i casi finiti sotto la lente delle forze dell’ordine. Il primo risale alla notte tra il 15 e il 16 novembre scorsi, quando una dottoressa a contratto di collaborazione individuale del pronto soccorso era stata minacciata di morte da un professionista. «Ringrazia che sei donna, sennò già stavi in coma», aveva detto l’uomo. La dottoressa era stata colta da malore. Il 20 novembre un’infermiera di Diabetologia era stata insultata da un paziente a cui era stata spostata una visita. La donna si era fatta visitare dai colleghi del pronto soccorso. A dicembre a fare i conti con le intemperanze dei pazienti era stata un’infermiera del laboratorio analisi, raggiunta da una provetta delle urine in pieno volto.

Il clima di tensione aveva portato inoltre gli operatori sanitari del pronto soccorso a denunciare gli odiatori del web per aver pubblicato sui social commenti dal tenore offensivo e diffamatorio. A febbraio un paziente che non voleva altri degenti in camera aveva aggredito verbalmente e poi anche fisicamente due operatrici sanitarie. Al riguardo Costanzi aveva rimarcato che «la normativa contro le aggressioni agli operatori sanitari è stata inasprita dal dl 137/2024 (convertito in legge a fine 2024), che introduce l’arresto obbligatorio in flagranza e differito (entro 48 ore) per lesioni e danneggiamenti, pene fino a 5 anni di reclusione e multe fino a 10mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA