SULMONA

Cimici, scabbia e Covid in carcere: le accuse dei sindacati

Osapp, Uilpa Polizia penitenziaria, Uspp e Fp Cgil: "Colpevole ritardo di Asl e amministrazione penitenziaria. Ci sono malattie infettive"

SULMONA. Cimici, scabbia e covid nel carcere di Sulmona. Sindacati sul piede di guerra chiedono spiegazioni al direttore. La lettera indirizzata al direttore Stefano Luca Antonino Liberatore è firmata dai responsabili delle sigle sindacali Osapp, Uilpa Polizia penitenziaria, Uspp e Fp Cgil.

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I sindacati parlano di "personale ormai stremato da una pesantissima estate dovuta alle eccezionali carenze di personale che hanno portato a doppi e tripli turni e accorpamenti di molteplici posti di servizio". Personale di polizia penitenziaria che oggi, secondo i sindacati, "si trova ad affrontare un pericolo ancor più insidioso, la possibilità di infezioni dovute a rischio batteriologico per il mai estinto Covid-19 e per una “sospettata” epidemia da Sarcoptinae, l’acaro della scabbia. È cosa nota che i primi casi di sospette “dermatiti” e “acarosi” risalgano a maggio 2023, di cui il caso più grave è un detenuto che ad oggi è ricoverato in ospedale da settimane, nei mesi trascorsi ci sono state ufficiose rassicurazioni sui 3 o 4 casi segnalati e che fossero non infettivi, ma dipendenti da malattie autoimmuni o da presunti morsi di insetti".

"Da una stima di voci non ufficiali del personale sanitario interno all’istituto", continuano i rappresentanti sindacali, "i malati di “acarosi” risultano essere di circa 5 detenuti nel Reparto verde e di circa 10 detenuti nel Reparto blu, e contestualmente 3 casi accertati di detenuti positivi al Covid-19. Se fosse confermata questa stima, ripetiamo non ufficiale, è palese che tale dermatite, acarosi o scabbia che sia risulta essere infettiva e bisognosa di interventi seri da parte degli uffici Asl e dell’amministrazione penitenziaria, entrambi in colpevole ritardo".