Consumazione al bar non pagata: in sei verso il processo per la rissa

Sulmona. Il grave episodio si è verificato nel cuore della notte del 17 giugno 2024: all’origine anche vecchi rancori. Udienza fissata per il 26 marzo: in quattro erano finiti in ospedale per farsi medicare le lesioni riportate
SULMONA. Non si era trattato di un’aggressione, ma di una vera e propria rissa che aveva visto il coinvolgimento di tutti i partecipanti. Queste le conclusioni alle quali è giunta la procura della Repubblica di Sulmona che ha chiesto il rinvio a giudizio per i protagonisti della rissa del 17 giugno 2024, avvenuta in pieno centro storico. In particolare è stato chiesto il processo per sei persone, residenti tra Sulmona e Pettorano sul Gizio, dai 27 ai 72 anni. L’accusa, per tutti, è di rissa in concorso, aggravata dai futili motivi e dalla presenza di più persone. L'udienza pre dibattimentale si terrà il 26 marzo.
I fatti risalgono all'estate 2024 quando alle 3.30 circa di quel 17 giugno, in quattro erano finiti nel pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, al termine di una colluttazione avvenuta in centro storico. L’indagine era partita dalla denuncia della 51enne, titolare di un bar che, con altri tre, si era recata all’ospedale per farsi medicare alcune lesioni provocate dalle botte ricevute da un 33enne. Entrambi erano già noti alle forze dell’ordine. La lite, stando a quanto emerso nel corso delle indagini effettuate dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, era partita da una consumazione non pagata da parte del 33enne ma dietro ci sarebbero anche vecchi rancori tra le parti. All’interno del locale era partita la discussione, degenerata poco dopo a suon di pugni, schiaffi e calci. Quattro delle sei persone coinvolte avevano riportato ferite lievi, giudicate guaribili con una prognosi che oscilla dai sette ai dieci giorni, stando al referto del locale pronto soccorso. Tuttavia, dopo aver ascoltato i presenti e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza che si trovano in quel punto, gli ispettori dell’Anticrimine hanno stabilito che non si era trattato di una aggressione ai danni della donna, ma di una vera e propria rissa tra le parti perché anche la donna, stando sempre all’imputazione, aveva partecipato attivamente alla rissa.
Il sostituto procuratore, Edoardo Mariotti, ha quindi tirato la linea al termine delle indagini preliminari e dopo aver esaminato le memorie difensive e il verbale degli interrogatori, ha stabilito che le accuse sono solide per essere sostenute in giudizio.
Il prossimo mese si saprà se anche il giudice sarà o meno dello stesso avviso. Intanto per uno dei protagonisti della rissa, che è finito sotto processo per un'altra aggressione più recente sempre nello stesso punto, è stato chiesto il divieto di accesso agli esercizi commerciali della città. Provvedimento al vaglio del Questore che lo scorso anno aveva chiuso quattro locali della movida.
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