Roccaraso

Eccidio di Pietransieri: in arrivo dieci milioni di risarcimenti alle famiglie delle vittime

18 Febbraio 2026

Prime somme già liquidate alle famiglie, entro marzo gli ultimi pagamenti. Il nuovo fronte giudiziario: 91 cittadini contestano l’esclusione dagli elenchi

ROCCARASO. Venticinque nuclei familiari hanno incassato circa dieci milioni di euro mentre le altre cinque famiglie riceveranno quanto dovuto entro la fine di marzo. Ad 82 anni dalla strage e dopo dieci anni di battaglia legale, i parenti delle vittime dell'eccidio di Limmari ottengono finalmente i risarcimenti tanto attesi.

Agli eredi delle 128 vittime, circa trenta nuclei familiari che sono rimasti in attesa per lungo tempo, vanno un totale di 15 milioni di euro. Somme che sono state in gran parte erogate con il fondo del Pnrr messo a disposizione per i crimini nazisti.

A pagare, materialmente, non è la Germania. Dopo le pratiche istruite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che lo scorso novembre aveva stanziato materialmente le somme prendendo atto dell’ultima sentenza passata in giudicato, venticinque famiglie sono passate all'incasso. Non più annunci, ma soldi che risarciscono solo in parte il dolore ancora vivo nella piccola Pietransieri, frazione di Roccaraso.

I giudici della Corte d’Appello avevano quantificato i risarcimenti dopo il via libera della Corte di Cassazione che, a fine novembre 2024, aveva deciso che «le richieste di risarcimento possono essere evase anche in maniera individuale e non per forza collegiale». Inizialmente era stata proprio la Corte d’Appello a dire no ai parenti delle vittime, rimandando la decisione alla Corte di Cassazione.

I giudici capitolini, nei mesi scorsi, avevano accolto le istanze degli eredi. «Il particolare momento storico post-bellico (ove vi era una diffusa condizione di povertà) ed il peculiare contesto sociale (le vittime, pastori e contadini, appartenevano ad un piccolo abitato): questi ultimi aspetti sono da ritenersi senz’altro rafforzativi dei normali rapporti di solidarietà familiare» si legge nella sentenza della Corte d’Appello che aveva quantificato i singoli risarcimenti.

«Quasi tutte le famiglie hanno ricevuto quanto dovuto. Ne mancano cinque all'appello. Finalmente siamo arrivati a capo di questa battaglia» commenta l'avvocato Monica Oddis che ha curato l'iter per arrivare ai risarcimenti. «Formalmente la sentenza è diventata esecutiva a giugno e quindi nei 180 giorni previsti dalla legge il Ministero sta procedendo ad istruire i risarcimenti. Ci abbiamo messo tempo, impegno e cuore. Ora vediamo sorgere il sole» rincara l'avvocato Lucio Olivieri.

GLI ESCLUSI  Intanto 91 cittadini hanno dato vita al nuovo fronte giudiziario, ritenendo che ci sarebbero “morti di serie B” esclusi dagli elenchi ufficiali. A curare i nuovi ricorsi sono gli avvocati Aldo Di Ianni e Cristian Rucci. Dopo l’appello lanciato nei mesi scorsi da Aurelio Di Vitto, cittadino di Roccaraso che nell’eccidio aveva perso la madre e la zia, 91 persone hanno deciso di unire le forze e hanno scritto al Ministero dello Sviluppo Economico, tramite l’avvocato Aldo Di Ianni.

«È possibile evitare il giudizio civile delle singole posizioni da risarcire, esaminando le loro pretese, cosa che eviterebbe l’aggravio delle spese delle singole cause per il governo italiano» aveva spiegato l’avvocato.

LA STORIA  L’eccidio di Pietransieri, frazione di Roccaraso, costò la vita a 128 civili inermi che il 21 novembre 1943 furono trucidati nel bosco dei Limmari dai soldati nazisti per il sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. Morirono 60 donne, 34 bambini con meno di 10 anni e molti anziani. Nella piccola frazione c’è ancora una superstite di quell’orrore, Virgilia Macerelli, che oggi ha 88 anni.

SENTENZA  Nel 2017 il giudice del tribunale di Sulmona Giovanna Bilò aveva emesso una sentenza storica nei confronti della Germania, condannata al risarcimento. Il tribunale aveva accertato che «le responsabilità di questo eccidio sono sempre state evidenti e da oggi le vittime e le famiglie delle vittime di Pietransieri vedono riconosciuto anche il diritto al risarcimento di queste terribili responsabilità. Una sentenza significativa che va oltre l’aspetto economico, che non cancella il dolore per questa strage terribile ma che ci aiuterà a progettare nuove iniziative per trasferire alle nuove generazioni un messaggio di memoria e di pace». Al netto di un nuovo possibile fronte giudiziario, dunque, pare avviarsi a conclusione, almeno sotto il profilo formale, una vicenda drammatica che segnato profondamente la storia dell’Abruzzo e soprattutto delle tante famiglie che hanno atteso un tempo lunghissimo prima di vedersi riconoscere un minimo di giustizia.

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