il presidente replica ai sindacati

Guardiaparco per turisti Carrara: «Non è illegale»

PESCASSEROLI. «Potevano rispondere, se volevano rispondere». Così il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Antonio Carrara commenta la polemica nata in seguito alla decisione di...

PESCASSEROLI. «Potevano rispondere, se volevano rispondere». Così il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Antonio Carrara commenta la polemica nata in seguito alla decisione di affidare il servizio di accompagnamento controllato (ossia con accessi limitati dei visitatori) ai guardiaparco nelle aree della Val di Rose, della Valle Jannanghera e del Monte Amaro. Una decisione nata in seguito al relativo bando (pubblicato a fine luglio) andato deserto: gli accompagnatori di media montagna – le figure professionali alle quali ricorre il Parco da diversi anni per questo tipo di servizio – e le associazioni che si occupano del settore non hanno risposto. E così il bando è andato deserto. La causa, secondo alcuni accompagnatori che hanno scritto una nota al collegio delle Guide alpine sollevando dubbi sulla legittimità dell’assegnazione del servizio ai guardiaparco, è la pubblicazione tardiva sul sito dell’ente e, quindi, il poco tempo a disposizione per rispondere. «Oltre a ricordare che tale possibilità è prevista dal regolamento del Parco», sottolinea Carrara, «vorrei sottolineare che sono stati pubblicati i bandi relativi a tre aree, due per il camoscio e una per l’orso, sempre ad accesso controllato. Per quale motivo ci sono accompagnatori che hanno risposto alle altre due e nessuna a quella della Val di Rose, Valle Jannanghera e del Monte Amaro? Forse è una zona poco appetibile?».

Carrara riconosce che «forse avremmo dovuto pubblicare il bando qualche settimana prima», ma poi chiarisce che «il Parco non è interessato a usare i guardiaparco come accompagnatori, altrimenti non avremmo mai fatto ricorso a figure professionali negli anni scorsi. A questo punto, però, ciò che ci interessa è garantire il servizio, affidandolo appunto ai guardiaparco». Alcuni dei quali «sono felicissimi di farlo», ci tiene a precisare, «al contrario di quanto sostenuto dai sindacati. L’alternativa sarebbe stata chiudere l’area ai visitatori».

Marianna Gianforte

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