Otto anni fa il sisma

I loro occhi brillano nelle mille fiaccole

Notte del dolore in memoria delle 309 vittime del terremoto Fiori bianchi lanciati dai balconi al passaggio del corteo

L’AQUILA. Misure antiterrorismo anche in questa estrema periferia del dolore, come la chiamerebbe Papa Francesco. Blocchi di cemento nei principali luoghi di accesso (via XX Settembre, via Jacobucci, viale Crispi) al tragitto doloroso della fiaccolata dell’Aquila. In memoria delle 309 vittime del terremoto di otto anni fa. Tragedia – in mezzo a tante altre tragedie, in Italia e nel mondo – che si rinnova nel silenzio di un corteo che attraversa i luoghi principali della grande devastazione. In testa al serpentone, il cui cammino è illuminato dalle fiaccole, i familiari delle vittime del terremoto. Numerosi gonfaloni dei comuni del vecchio e del nuovo terremoto. Con quelli di Regione, Provincia e Comune dell’Aquila sfilano, tra gli altri, anche Pizzoli, Montorio al Vomano, Rieti, Pescara, Arquata del Tronto.

FOLLA SILENZIOSA. Una grande partecipazione popolare, con migliaia di persone che a mano a mano si aggiungono a chi è arrivato puntuale per la Via Crucis che tocca tutti i principali luoghi dove ci sono stati crolli con vittime. Stanotte non ci sono prime file da guadagnare. Le autorità, allora, si mescolano alla gente che sale lentamente verso piazza Duomo, dove, a corteo finito, risuonano i nomi di ciascuna delle 309 vittime. Nomi portati in cielo dagli struggenti rintocchi dalle campane. Il governo, rappresentato dal ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti e dalla sottosegretaria all’Economia Paola De Micheli, testimonia la vicinanza. «Partecipare al ricordo e al dolore per questa tragedia, ancora vivo, è un’esigenza che sento forte. Le istituzioni sono con i cittadini» dice il ministro. Per il presidente della Regione Luciano D’Alfonso «L’Aquila, tra qualche anno, sarà tra le città più belle d’Italia: bisogna che i cittadini recuperino il diritto allo stupore. La ricostruzione, giudicando la sua qualità e la cura per le cose fatte, è un modello che va seguito». Col sindaco Massimo Cialente sfilano la senatrice Stefania Pezzopane, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio e Lino Cipollone per il Comune di Avezzano.

PER LORO, PER TUTTI. Lo striscione nero con la scritta bianca: “Per loro per tutti, i familiari delle vittime L’Aquila 6 aprile 2009” avanza alla testa del corteo intorno alle 23. Dietro si incamminano tanti giovani, i familiari delle vittime della Casa dello studente e dei nuovi terremoti, poi lo striscione bianco coi nomi delle 309 vittime scritti in rosso.

FIORI BIANCHI. Al passaggio del serpentone in via XX Settembre, da uno dei balconi di una casa ristrutturata una donna lancia fiori bianchi prendendoli da un cesto. Un gesto antico, proprio come si faceva nelle vecchie processioni. All’arrivo in piazza Duomo il corteo diventa un fiume di gente. La notte, che per chi ha perso gli affetti più cari sembra non avere fine, va avanti con la lettura dei nomi delle vittime e i rintocchi delle campane. In tanti partecipano alla messa dell’arcivescovo Giuseppe Petrocchi e alla veglia di preghiera che accompagna fino alle 3.32 questa notte di dolore personale e collettivo. Una comunità, oggi allargata da chi ha subìto nuovi lutti, nuove sventure, ancora in cerca di risposte.

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