Lascia l’amante ma lei non molla e si vendica su tutta la famiglia

19 Gennaio 2026

Un donna è finita alla sbarra per aver perseguitato un professionista aquilano e i suoi congiunti. Il tenore dei messaggi inviati attraverso i social: «Distruggerò tua figlia fino a trovarla nella fossa»

L’AQUILA. La figlia era «una stupida raccomandata», il figlio «un fallito e un drogato», la moglie «brutta». Ne aveva un po’ per tutti una donna di nazionalità romena di 50 anni, finita a processo con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex amante e di tutti i componenti della sua famiglia. L’uomo, un professionista aquilano – marito e padre di famiglia – tra il 2017 e il 2019 aveva infatti soggiornato in Romania per motivi di lavoro, dove aveva poi intrecciato una relazione extraconiugale con una dipendente della filiale locale. Relazione poi terminata per forza di cose in concomitanza col suo rientro in Italia.

E invece no, perché la donna non si rassegna, passando presto ad assumere – stando a quanto riferito a processo dalle stesse persone offese – un atteggiamento persecutorio fatto di decine di telefonate e messaggi ogni giorno, intervallati da un altrettanto lunga serie di post diffamatori spuntati come funghi sui loro profili social. Con l’imputata, difesa dall’avvocato Stefano Marrelli, che pur di colpire le sue vittime, avrebbe cambiato diverse schede telefoniche e creato numerosi profili falsi, alcuni dei quali a nome dell’uomo, con annesse ripercussioni professionali. Fino all’invio, sul telefono della moglie, di alcuni scatti delle parti intime del professionista.

Una vera e propria escalation, quella contestata alla donna, che dai commenti – tutti dal tenore diffamatorio – si sarebbe fatta via via più inquietante: «Distruggerò tua figlia», scriveva l’imputata alla moglie dell’uomo, a costo di «andarla a trovare nella fossa dei serpenti». Tanto che la ragazza, all’epoca dei fatti, in realtà, una brillante studentessa della Sapienza, si ritrova a percorrere quel chilometro e mezzo di strada tra la stazione e l’università al telefono con sua madre per il timore che potesse accaderle qualcosa.

Lo ha dichiarato lei stessa nel corso dell’ultima udienza di fronte al giudice Tommaso Pistone, rispondendo alle domande del Pubblico ministero Maria Acquaria Garbuglia.

E in quell’occasione ha raccontato di come sia stata diffamata anche su Linkedin, vedendo così andare in fumo un’importante collaborazione internazionale avviata sotto i migliori auspici, e poi naufragata in un semplice «good luck» da parte della stessa azienda d’oltreoceano, la stessa che aveva in precedenza espresso interesse nei confronti dei suoi lavori.

Prima di lei era stata ascoltata sua madre, che aveva a sua volta ammesso di soffrire ancora di attacchi d’ansia per via di una vicenda definita «allucinante» anche dal marito, a sua volta ascoltato invece nel corso della precedente udienza: «Mi faceva pressioni perché io lasciassi la mia famiglia per lei», aveva dichiarato l’uomo in quell’occasione, ammettendo di aver provato a spiegare alla donna «di aver commesso un errore», pur di farla desistere.

I familiari sono tutti rappresentati dall’avvocato Francesco Valentini.

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