Letta: «Sto con Stefania: è innamorata della città» 

Il segretario nazionale del Partito democratico al comizio alla Villa

L’AQUILA. Sul palco della Villa c'è da attendere qualche minuto che il cantautore Diego Del Vecchio riempie con ballate senza tempo, le cui parole sono sulla bocca di giovani e meno giovani. “Seconda stella a destra, questo è il cammino...” perché non è mai troppo tardi per guardare al cielo. Qualche accordo per scaldare (come se ce ne fosse bisogno) l’atmosfera in attesa dell’arrivo del segretario del Pd, Enrico Letta, accolto sotto il palco dall’abbraccio con l’ex sindaco Massimo Cialente. Poi una stretta di mano con la mamma di Stefania Pezzopane che sembra resistere stoicamente a qualsiasi temperatura e si comincia: «Siamo qui perché innamorati di Stefania», grida alla gente. «Sono stato sempre convinto della candidatura di Stefania che conosco personalmente da tanto tempo. So quanto lei ami la sua città. Una città che ha bisogno di essere amata. Una città che bisogno di una sindaca che la ami e la interpreti con tutte le sue forze. Stefania è la persona giusta e determinata, per vivere i prossimi cinque anni di questa straordinaria città». Davanti a Letta i vertici locali del partito: presenti, tra gli altri, il segretario regionale Michele Fina, il segretario provinciale Francesco Piacente e la segretaria cittadina Emanuela Di Giovambattista, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, l’ex vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, i consiglieri comunali uscenti, e ricandidati, Stefano Palumbo e Stefano Albano.
ESITO CIVICO
«Per noi queste amministrative avranno un esito “civico”», sottolinea Letta. «Lo dico chiaramente e non cambierò idea il giorno dopo le elezioni se le cose andranno bene per noi, così come speriamo. Questo è un voto amministrativo dal quale non si debba trarre alcuna conseguenza politica». Un voto comunque «fondamentale per l'Abruzzo. Per questo noi ci mettiamo tutto l’impegno perché la svolta all’Aquila sia l’inizio di una svolta a livello regionale. Crediamo che quest’amministrazione regionale abbia marginalizzato l’Abruzzo ed è per questo che a partire dalla candidatura forte che possiamo mettere in campo, quella di Stefania Pezzopane, cominciamo la rincorsa alle elezioni 2024 dove contiamo sulla possibilità di mettere in campo una possibilità di svolta per la Regione: ne ha fortemente bisogno».
SICUREZZA SOLIDARIETà LIBERTà
Tra le priorità di questa campagna elettorale i temi legati alla sicurezza, solidarietà e libertà. Sicurezza, sanitaria in particolare: «Abbiamo sostenuto le scelte del governo, le abbiamo volute con forza; abbiamo lavorato affinché queste regole diventassero le regole di tutto il paese: quelle regole ci hanno consentito di uscire dalla pandemia».
I GIOVANI
Ma un altro nodo è anche legato alla necessità di contrastare lo spopolamento facendo leva sulle polemiche giovanili. «Questo», valuta l’ex premier, «è il vero tema di questa campagna elettorale: dovrai essere la sindaca che riporterà i giovani all’Aquila». Per farlo, «va preso l’impegno – e noi lo prendiamo qui all’Aquila – che, alla fine della prossima legislatura, l’età media dei giovani che escono di casa possa scendere a 25 anni. Vanno poi costruite formule contrattuali che possano aiutare i giovani ad avere un lavoro con forme contrattuali vere e non stage».
SEGGI
A margine, Pezzopane ha ricordato che in centro storico non c’è ancora alcun seggio: «La disattenzione dell’amministrazione verso il centro storico», incalza, «che si utilizza come “quinta” di grandi eventi dimenticandosi, però, di riportarvi i servizi necessari alla rivitalizzazione quotidiana, in favore di residenti e commercianti, si evidenzia nelle mancate scelte assunte dal sindaco e dalla sua giunta. Si è parlato di ricostruzione dell’edilizia scolastica, nell’assemblea organizzata dai comitati e disertata dal sindaco uscente; da tempo, sottolineo come sia necessario riportare in centro un polo scolastico “verticale”, dal nido e fino alle superiori. Ma le mancate scelte attengono persino all’esercizio del diritto di voto».