Notte da Far West a Sulmona: «Avevamo solo chiesto silenzio», spunta la denuncia di un 26enne

15 Aprile 2026

In caserma ha rivelato di essere rimasto vittima, assieme a un coetaneo, della furia di cinque stranieri. Tutto sarebbe scaturito da un rimprovero a due ragazze per gli schiamazzi notturni

SULMONA. «Non siamo razzisti. Siamo stati accerchiati e inseguiti per mezza città». Lo ha messo nero su bianco un 26enne di Sulmona che si è presentato nella caserma dei carabinieri per presentare una denuncia in merito alla notte da Far West in centro storico. A distanza di quasi due settimane dal violento episodio, “spuntano” due referti sul tavolo degli inquirenti. Nel pronto soccorso cittadino si sono recati infatti il 26enne e un suo coetaneo, ai quali i medici dell'ospedale dell'Annunziata hanno diagnosticato lesioni personali giudicate guaribili in pochi giorni. A mente lucida il 26enne ha deciso di formalizzare la denuncia alla caserma dei carabinieri, spiegando che il raid punitivo sarebbe scaturito per il richiamo fatto a due ragazze che, alle cinque del mattino, disturbavano la quiete pubblica. «Abbassate la voce, ragà. La gente dorme». Un'esortazione fraterna che le due giovani non hanno gradito.

Prima hanno lanciato ombrelli e preso a calci i due ventiseienni e poi hanno chiamato i “rinforzi”. «Vista la situazione, non abbiamo reagito. Da vico dei Sardi, dove eravamo, ci siamo spostati verso piazza XX Settembre. Qui siamo stati fermati e accerchiati», ha raccontato il 26enne ai carabinieri. Le due giovani, infatti, sarebbero tornate in centro con cinque stranieri, egiziani e tunisini, che hanno aggredito i due sulmonesi a calci e pugni. Ne è scaturita una colluttazione. Sentendosi braccati, i due ventiseienni si sono spostati verso piazza Tresca. Tuttavia, nel frattempo, sono stati inseguiti dai sette, che hanno lanciato loro addosso mastelli della raccolta differenziata e sampietrini. In piazza Tresca sarebbe quindi avvenuta la seconda fase dell'aggressione, nel corso della quale sono volate perfino le transenne.

I due sulmonesi si sono quindi diretti verso via Alessandro Volta, ma anche qui sarebbero stati inseguiti e colpiti con sampietrini e mastelli. La fuga, quindi, è andata avanti per via Turati, per il ponte Capograssi fino ad arrivare nella centralissima piazza Garibaldi dove era parcheggiata la Mercedes di uno dei due. Non paghi, i cinque stranieri avrebbero distrutto il vetro della vettura e picchiato con la cinta dei pantaloni i due giovani sulmonesi che sono stati costretti a barricarsi in auto fino a quando il gruppo si è dileguato. Quindi la chiamata al numero unico di emergenza e le cure ospedaliere richieste a distanza di qualche ora. Inizialmente il 26enne aveva dichiarato ai carabinieri che i fatti erano avvenuti principalmente in piazza Tresca.

«Eravamo ancora scossi e sotto shock», insiste il giovane che ha indicato alcuni testimoni, tra cui l'amico e un barista. Le indagini sono quindi affidate ai carabinieri della compagnia di Sulmona e alla Procura della Repubblica. A disposizione degli inquirenti ci sono i video amatoriali e le telecamere di videosorveglianza collocate in vico dei Sardi, piazza XX Settembre, piazza Caldo Tresca, via Alessandro Volta, via Turati, ponte Capograssi e piazza Garibaldi. Secondo la versione fornita da uno dei cinque stranieri, alla base del raid ci sarebbe un'offesa razziale. Circostanza smentita dai due sulmonesi. Nel corso della notte da Far West è rimasto ferito anche un tunisino, che ha rimediato la rottura di un dente. Tuttavia il giovane non ha richiesto le cure ospedaliere.

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