Ingeriscono ceramica, gravi due detenuti del carcere minorile

I ragazzi, entrambi 17enni, avevano ingoiato alcuni pezzi per protesta: i medici valutano il rischio che possano perforare organi interni
L’AQUILA. Sono gravi le condizioni di due dei tre detenuti di 17 anni che nei giorni scorsi hanno ingerito per protesta pezzi di ceramica nel carcere minore dell'Aquila. I due reclusi minorenni restano sotto osservazione nell'ospedale San Salvatore dove i medici mantengono la prognosi riservata. Secondo i sanitari, i corpi estranei ingeriti potrebbero lacerare in modo significativo i tessuti degli organi interni. Per questo la situazione resta particolarmente complessa sul piano clinico. Fuori pericolo invece uno dei detenuti, anche lui 17enne, che sembra abbia ingerito un paio di pile. Il giovanissimo deve comunque sottoporsi a ulteriori accertamenti sanitari per escludere eventuali conseguenze. La protesta e il ricovero dei tre detenuti erano scattati lo scorso venerdì al termine di un gesto dimostrativo messo in atto dietro le sbarre del carcere minorile dove la situazione è diventata esplosiva.
I rinforzi mandati lo scorso sabato sono stati già revocati. Il dipartimento aveva infatti inviato sette agenti per dare manforte ai colleghi. Ma dopo due giorni gli stessi sono stati trasferiti a Rovigo, dove il clima è altrettanto pesante. Sono gli effetti della coperta troppo corta a detta almeno delle organizzazioni sindacali. «È proprio vero, non tutti i mali vengono per nuocere», affermano i segretari nazionali del coordinamento sindacale Giuseppe Merola e Mauro Nardella. «Il fatto che siano stati inviati immediatamente i rinforzi non può che farci piacere anche perché dimostra che ciò che abbiamo da subito sostenuto in merito alla riapertura del presidio penitenziario è che senza sufficiente organico, e non solo quello, non si va da nessuna parte», spiegano.
Un primo passo, dunque, ma non sufficiente. «Riconosciamo in ciò che è stato immediatamente fatto dal Dipartimento per la Giustizia Minorile la giusta attribuzione di attenzione che si doveva dare all’evento. Bene quindi l’intervento adottato ma, attenzione, lo stesso va cristallizzato con politiche definitive fatte di assegnazioni non temporanee ma stanziali. Inviare organici solo per tamponare falle altro non rappresenta che il più classico dei pannicelli caldi» insistono i due sindacalisti.
Francesco Tedeschi, Fns Cisl Abruzzo, non è per la chiusura del minorile, «perché per tanti anni (dal 2009, anno del terremoto) la struttura del carcere minorile è stata chiusa e da poco è stata riaperta dando lustro alla città, grazie all'impegno anche delle organizzazioni sindacali unitamente all'attuale politica, ma devono essere risolte le problematiche inerenti alla grossa carenza di organico che costringe il personale a turni massacranti». Nei mesi scorsi tre agenti penitenziari erano stati aggrediti e trasportati in ospedale.
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