Orso prigioniero dei bracconieri, liberato dopo un mese di agonia

L’animale è stato trovato con un laccio d’acciaio al collo. Per salvarlo è servito quasi un mese. Gli operatori del Parco nazionale lo hanno chiamato Libero
CIVITELLA ROVETO. Per quasi un mese ha vagato con il marchio di fabbrica del bracconaggio: un laccio d’acciaio stretto attorno al collo che, giorno dopo giorno, lo stava lentamente soffocando. Nell’Abruzzo sotto l’attacco dei killer di lupi, l’immagine di un orso in lotta tra la vita e la morte si aggiunge alla macabra serie di episodi delle ultime settimane. Ventiquattro animali uccisi nel giro di pochi giorni tramite avvelenamento a cui, per fortuna, non si è aggiunta la venticinquesima vittima. Gli operatori del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) sono riusciti a salvare l’esemplare al termine di un’operazione complicata, durata quasi un mese.
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