Sindaco in discoteca, lite con un aquilano

Biondi reagisce al “rimprovero” di aver lasciato la città. «Ho accompagnato la famiglia al mare»
L’AQUILA. Un salto in discoteca, per il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ed è subito polemica social. Biondi è finito nel mirino dopo che, sabato sera, con gli incendi ancora attivi in città, è stato fotografato e ripreso da un cittadino aquilano mentre, insieme all’assessore regionale al Bilancio, Guido Quintino Liris, entrambi di Fratelli d’Italia e amici di vecchia data, stava trascorrendo la serata al Manakara, a Tortoreto. Le immagini sono diventate subito virali su Facebook e la polemica è rimbalzata a livello nazionale.
SI BALLA. «La città brucia e il sindaco Biondi è qui al Manakara a trascorrere la serata insieme a Guido Liris, invece di essere sul posto a gestire l’emergenza essendo lui, tra le altre cose, responsabile della salute pubblica». Questo il post di Leonardo Dongiovanni, presente nel locale all’aperto, che avrebbe “rimproverato” a Biondi l’assenza dall’Aquila minacciata da due roghi. Il sindaco ha reagito e ne è nata una discussione, tanto da richiedere l’intervento della Security. Ieri mattina Biondi, raggiunto telefonicamente dal Centro, si è scusato: «Sono stato aggredito verbalmente e ho reagito», ha detto. «Sono giorni che vado a dormire alle 2: la stanchezza e lo stress hanno provocato questa reazione sbagliata».
ZUFFA SFIORATA. «Ero al Manakara a Tortoreto e ho notato il sindaco dell’Aquila a pochi metri di distanza da me», ha scritto nel post Dongiovanni. «La cosa mi è sembrata un po’ strana, considerato che le montagne intorno alla città stavano ancora bruciando. Mi sono sommessamente ed educatamente avvicinato al sindaco per chiedergli se una cosa del genere possa essere ritenuta istituzionalmente opportuna e, per tutta risposta, lui ha avuto una reazione violenta». Parole accompagnate da un video che mostra quanto accaduto nel locale.
«SONO STATO PROVOCATO». Biondi ha ammesso di aver sbagliato «a reagire alle provocazioni, ma sono stato aggredito verbalmente. Sono quattro sere che vado a dormire tardissimo per seguire le operazioni di spegnimento degli incendi. Sabato, dopo essermi accertato che la situazione, pur se non risolta, era sotto controllo, intorno alle 19 mi sono dato il cambio con l’assessore Carla Mannetti e ho accompagnato la famiglia al mare, dopo giorni e giorni di lavoro. Mi sono fermato a bere una cosa con il mio amico Liris e alcuni tecnici comunali: abbiamo parlato anche degli incendi in atto. È allora che sono stato avvicinato da un ragazzo, che mi ha accusato di aver lasciato L’Aquila mentre stava bruciando. Ribadisco, ho sbagliato, ma nonostante un infortunio alla gamba, che mi costringe ad andare in giro con le stampelle, non mi sono mai fermato».
LE REAZIONI. L’episodio ha scatenato tante reazioni sui social. Alcuni stanno con Biondi. Altri no. Il deputato del M5S Fabio Berardini ha scritto: «Questa è la banda del mojito. Un sindaco non va in discoteca mentre le montagne della propria città bruciano». Critica anche la posizione del Movimento giovanile della sinistra: «Monte Pettino brucia e il sindaco è a fare le risse al Manakara», dice William Giordano. La consigliera comunale Carla Cimoroni attacca: «Puzza di bruciato l’indole di un sindaco che reagisce con violenza alle osservazioni di un cittadino». Il 5 gennaio 2019 c’era già stato un precedente: durante una contestazione in occasione della visita di Salvini all’Aquila, Biondi aveva avuto un battibecco con alcuni manifestanti.
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