Turisti intossicati dopo la cena al ristorante: rinvio a giudizio per le tre titolari

Scanno, disavventura a tavola. Udienza fissata a novembre: il reato contestato riguarda il commercio di sostanze alimentari nocive. La denuncia è partita da una comitiva di turisti romani, malori a seguito della consumazione di un pasto
SCANNO. Le tre titolari di uno storico ristorante di Scanno sono state rinviate a giudizio in seguito a un episodio che ha coinvolto tre turisti romani, che nell’estate del 2021 avevano accusato un malore dopo aver consumato un pasto nel locale del borgo lacustre. Il giudice pre-dibattimentale del tribunale di Sulmona, Emanuela Cisterna, ha fissato l’inizio del processo per il prossimo 9 novembre, ritenendo solide le accuse formulate nei confronti delle tre imputate.
Il reato contestato riguarda il commercio di sostanze alimentari nocive, come previsto dall’articolo 444 del codice penale, che punisce tali infrazioni con una pena che va dai sei mesi ai tre anni di reclusione e una multa non inferiore ai 51 euro. Secondo gli accertamenti, i turisti romani, poco dopo aver consumato il pasto, avevano manifestato disturbi intestinali e altri malori che li avevano costretti in ospedale.
Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro sotto la guida del capitano Giuseppe Testa, sono partite dall’esposto dei tre turisti. Un ruolo cruciale nelle verifiche è stato svolto dal Servizio igiene degli alimenti della Asl 1, che ha effettuato un’indagine epidemiologica rilevando una possibile contaminazione derivante dalla cattiva conservazione degli alimenti serviti nel ristorante. Tuttavia, la difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanni Mastrogiovanni, ha respinto ogni accusa, sostenendo che i sintomi accusati dai clienti non erano riconducibili al cibo consumato nel locale, che al contrario, gode di ottima reputazione tra residenti e visitatori. Il legale, che è anche sindaco del paese, ha inoltre sostenuto che i malesseri potrebbero essere stati provocati dall’acqua potabile, proprio in un periodo in cui il Comune di Scanno aveva temporaneamente vietato l’uso dell’acqua per problemi di potabilità, divieto poi revocato dopo ulteriori analisi della Asl.
Il processo, atteso per novembre, sarà quindi chiamato a fare luce sulle responsabilità delle tre lavoratrici e sul reale nesso causale tra il pasto consumato e i malori dei turisti, in un caso che ha scosso la tranquillità di questo angolo pittoresco d’Abruzzo. Per il momento, il giudice predibattimentale ha condiviso la tesi della Procura di Sulmona, secondo la quale ci sono ragionevoli previsioni di condanna a carico delle tre imputate.
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