Aveva un sogno: far rinascere la discussa Porta del Mare

26 Gennaio 2020

PESCARA. «E ora Pescara perde il colore» commenta l’artista del bianco, Gino Sabatini Odoardi, con cui condivideva le serate goliardiche in casa di amici in quel di Spoltore «è un momento triste per...

PESCARA. «E ora Pescara perde il colore» commenta l’artista del bianco, Gino Sabatini Odoardi, con cui condivideva le serate goliardiche in casa di amici in quel di Spoltore «è un momento triste per la città. Mi disse un giorno: mannaggia, non ci voleva questa malattia, ho tante cose da fare ancora. Non voleva rassegnarsi al destino, aveva una mente giovane in un corpo che non lo assecondava». L’amico di una vita «ci conoscevamo da ragazzini», Lucio Zazzara, presidente del Parco della Majella, sottolinea il grande cruccio del Maestro celebrato in tutto il mondo, ultimo di 8 figli: «Voleva rivedere a piazza Primo Maggio la sua Porta del mare e ne stava ristudiando i colori. Spero che la morte non significhi la fine di tutto. Tra gli ultimi progetti realizzati, la ristrutturazione della facciata dell’Emiciclo a L’Aquila, una mostra sui parchi abruzzesi all’Aurum ed era felice di poter inaugurare il monumento nella rinnovata Piazza Caduti del Mare», sua ultima opera. «Custodiva centinaia di opere, donate alla Fondazione Franco Summa di cui è presidente Ottorino La Rocca, nella sua casa museo che sarà aperta alla città, sempre piena di giovani talenti che arrivavano dall’Europa e dall’America per studiare le sua arte. Aveva un grande fermento negli ultimi anni, sempre pieno di idee, tra cui la piazza Grue da riqualificare. Era una persona preziosa che amava Pescara e il suo mare, che aveva un carattere spigoloso che lo rendevo inviso a certa politica, le polemiche lo facevano soffrire molto, ma non riusciva proprio a stare zitto. Fabrizio Camplone di Caprice gli ha dedicato di recente il dolce Summa Voluptas, a base di cioccolato e miele».
Il sindaco Carlo Masci ricorda il padre, «don Carlo, che abitava in via Cadorna, che girava con la sua bicicletta e chiacchierava sempre con papà Claudio che tornava dal Venezuela. Franco Summa era artista poliedrico capace di interpretare il tempo e il territorio, avanguardia dei giovani artisti pescaresi negli anni Settanta. La sua Porta del mare farà sempre parte delle suggestioni forti della città». L’ex sindaco Marco Alessandrini e il consigliere regionale Antonio Blasioli, che gli hanno conferito il Ciattè d’oro nel 2018, sottolineano che con la sua scomparsa «Pescara perde la sua luce, quella ha cercato di mettere nelle sue opere, quadri, sculture, installazioni, persino nei mobili dorati che riempivano la sua casa museo. Avevamo lavorato per far rinascere, dove lui avrebbe voluto e in pianta stabile, la tanto discussa Porta del mare e si era messo all’opera per realizzarla con materiali diversi». Infine, lo storico Licio Di Biase: «Era molto amico di mio zio Luigi Baldacci, hanno collaborato molto negli anni Sessanta».