Bancarotta, il pm: “Processo per Serraiocco e altri 9”. Rito abbreviato per l’assessore Croce: chiesti 2 anni e 8 mesi

Pescara, l’udienza preliminare. L’assessore al giudice: «Coinvolto per la mia attività di avvocato, vittima del sistema Serraiocco». Patteggia l’imprenditore Mirko Paolini: tre anni. Per l’ex assessore Seccia chiesti 2 anni e 10 mesi. (Nella foto Vincenzo Serraiocco)
PESCARA. Per la bancarotta fraudolenta, con distrazione di centinaia di migliaia di euro, della società “Anno Zero Service srl” dietro la quale, stando all’accusa ci sarebbero in primo piano i fratelli Vincenzo e Andrea Serraiocco, arrivano le richieste di condanna avanzate dal pm Andrea Di Giovanni nel corso dell’udienza preliminare di ieri davanti al gup Mariacarla Sacco.
In totale gli imputati sono nove e, oltre ai due Serraiocco, figurano l'attuale assessore all'urbanistica Claudio Croce (per alcuni mesi componente del Cda), la testa di legno Nelco Doati, l'imprenditore Mirko Paolini, e i quattro componenti del collegio sindacale che avrebbero concorso nel reato per non aver vigilato sull’operato degli amministratori: l’ex assessore comunale Eugenio Seccia, Laisa Del Ciotto, Donato Zicola e Francesco Di Censo.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio gli imputati hanno scelto strade diverse: Paolini quella del patteggiamento, concordando con la procura tre anni di reclusione; Del Ciotto, Seccia e Croce il rito abbreviato discusso ieri. Per loro, la pubblica accusa ha concluso chiedendo la condanna a 2 anni e 10 mesi per Seccia, 2 anni e 8 mesi ciascuno per Del Ciotto e Croce. Per tutti gli altri si va avanti con la discussione con il rito ordinario, per cui il gup Sacco deciderà per tutti soltanto nel corso della prossima udienza fissata all’8 giugno per evitare incompatibilità.
L’assessore Croce, che si è sempre dichiarato estraneo alle presunte attività illecite dei Serraiocco, ieri ha voluto prendere ufficialmente le distanze dai due principali protagonisti, rilasciando al giudice una dichiarazione spontanea.
L’esponente politico di Forza Italia ha ricostruito i fatti, facendo presente di essere stato una vittima dell’operato dei Serraiocco. «Sono rimasto coinvolto», ha detto Croce, «esclusivamente per la mia attività professionale di avvocato», evidenziando come questa stessa società sia stata riconosciuta «danneggiata (in un altro procedimento penale ndr) e vittima delle operazioni fraudolente commesse dai fratelli Serraiocco. Io mi sono dichiarato vittima del sistema Serraiocco come tante altre società che risultano essere state spogliate dai fratelli Serraiocco». Il suo difensore, Maria Croce, che ha chiesto l’assoluzione con formula piena, ha sollevato forti dubbi su di un verbale del Cda (di cui ha fatto parte Claudio Croce per alcuni mesi, da marzo 2019 a gennaio 2020), fonte dei poteri attribuiti a Vincenzo Serraiocco per la gestione del patrimonio della società, documento che non sarebbe mai stato deliberato dal Cda e mai messo a conoscenza di Croce e degli altri componenti. Evasione fiscale e bancarotta fraudolenta (anche documentale) sono le accuse contestate dalla procura, principalmente ai due Serraiocco: Andrea quale amministratore della Mkp Retail Solution. Nel capo di imputazione si parla infatti di distrazioni di beni per alcune centinaia di migliaia di euro: 220mila mediante bonifici sarebbero finiti alla Mkp (amministrata anche da Paolini) e «partecipata all’80% dalla Serraiocco Consulting amministrata di fatto da Vincenzo, mentre per il restante 20% dalla Sport Life». E poi, altri 200mila euro finiti a Paolini a titolo di compenso amministratore; 440 mila euro prelevati dalla società «senza giustificazioni». E si contesta anche la distrazione dell'intera azienda (con 108 lavoratori) «ceduta di fatto e senza corrispettivo alla newco Mkp Retail Solution, con medesimo oggetto sociale della fallita Anno Zero (dichiarata fallita il 3 novembre 2020)».
I legali dei Serraiocco, Eleuterio Simonelli e Alfonso Ucci, spiegano, a margine del processo, il perché non hanno scelto riti alternativi: «Noi abbiamo l'interesse a verificare quale è il vero impianto accusatorio e in base a cosa la procura ritiene che Andrea Serraiocco sia stato in qualche maniera coinvolto in questa vicenda. Per noi la sua posizione è completamente estranea», afferma Simonelli.
Per l'avvocato Ucci, la posizione di Vincenzo Serraiocco era solo quella di consulente aziendale e «allo stato attuale non vi è prova della sua responsabilità. Né per la distrazione di fondi, né per il prelevamento di contanti, né per la bancarotta documentale». Ora manca solo di conoscere la decisione del giudice.
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