«Così la nostra Manuela ridà speranza ai malati»

23 Novembre 2022

POPOLI. «Con questo progetto Manuela ridarà speranza di vita ai malati e conforto alle famiglie».Per Annamaria Palucci Verna è «una emozione fortissima» apprendere dell’apertura, a dicembre, del...

POPOLI. «Con questo progetto Manuela ridarà speranza di vita ai malati e conforto alle famiglie».
Per Annamaria Palucci Verna è «una emozione fortissima» apprendere dell’apertura, a dicembre, del primo Centro regionale del risveglio e di riabilitazione dal coma per pazienti che hanno subìto incidenti, trauma cranici, emorragie cerebrali e rotture dell'aneurisma. La struttura, che sorgerà al primo piano dell’ospedale di Popoli, nell’area dell’unità operativa complessa di Riabilitazione e medicina fisica diretta da Carlo D’Aurizio, sarà intitolata alla figlia Manuela Verna, l’infermiera spoltorese morta a 48 anni, nel 2016, dopo anni di coma, nello stesso reparto (Stroke unit) dell'ospedale di Pescara dove aveva lavorato, dopo essersi formata al Sant’Orsola di Bologna e a Neonatologia ad Ancona. Il progetto del Centro del risveglio, infatti, è nato da una idea di mamma Annamaria dopo lotte, sacrifici e costose trasferte in Italia e all'estero, con il marito Ezio, per assistere la figlia nei vari ospedali dove è stata ricoverata, dopo il malore che la colpì durante un turno di notte all’ospedale di Pescara. «Da allora è stato un calvario di viaggi e spostamenti con Manuela in coma, alla ricerca di Centri per il risveglio», ricorda mamma Annamaria, ex docente di sostegno al Nostra Signora, mai piegata da un dolore infinito, «viaggi fatti con grandi sacrifici. Ad Ancona abbiamo affittato un appartamento per restare vicini a nostra figlia. In quel periodo abbiamo conosciuto, e ospitato in casa, tanti familiari che dormivano in macchina o che non potevano permettersi un pasto. Quando Manuela è morta non abbiamo dimenticato quelle persone sofferenti. L’idea di questo centro, che eviterà costose trasferte a tanta gente, nasceva sulla base di un progetto che la Asl stava già percorrendo e che presto diventerà realtà». I coniugi Verna ringraziano «per la sensibilità dimostrata il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, l'assessore Nicoletta Verì, il manager Asl Vincenzo Ciamponi, il primario Carlo D'Aurizio, l'infettivologo Giustino Parruti». (c.co.)