maggioranza divisa

D’Addazio spacca il centrodestra abruzzese: «Avanti con i nuovi referendum»

11 Aprile 2026

Il consigliere di FdI: «Il voto del 2014 passaggio importante, ma serve verificare se è ancora attuale»

PESCARA

La Nuova Pescara ormai è una partita a carte scoperte. Due giorni fa il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha lanciato un appello a Spoltore e Montesilvano chiedendo di rinunciare alla nuova tornata di referendum sulla fusione (rispettivamente 14 e 21 giugno); adesso è un consigliere della sua stessa maggioranza, Leonardo D’Addazio (FdI), a prendere posizione. Ma lo fa in maniera opposta rispetto all’azzurro, aprendo una crepa nella maggioranza su una delle questioni più delicate dell’intera legislatura.

Il voto del 2014 «sancì in modo chiaro la volontà dei cittadini ed è un punto fermo, un passaggio democratico che non può essere ignorato», dice D’Addazio, «tuttavia, è altrettanto legittimo interrogarsi sull’attualità di quella scelta. Dodici anni costituiscono un arco di tempo significativo, durante il quale sono mutati contesti, priorità e sensibilità delle comunità coinvolte». Se allora il Sì alla fusione vinse con ampio scarto, non è per nulla scontato che il voto di giugno porti allo stesso risultato. Anzi, il dubbio di D’Addazio è che possa essere vero il contrario: «In questo quadro, appare del tutto comprensibile e democraticamente fondato che le amministrazioni di Spoltore e Montesilvano valutino la possibilità di indire un nuovo referendum già nel prossimo mese di giugno.

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Non si tratterebbe di mettere in discussione il passato, ma di verificare se oggi quella volontà sia ancora pienamente condivisa dai cittadini». Ma il consigliere di Fratelli d’Italia si spinge oltre, prendendo posizione anche rispetto alla richiesta presentata da Sospiri nell’acceso vertice di maggioranza della scorsa settimana: rinviare la Nuova Pescara al 2029. La proroga era data quasi per scontata, ma proprio D’Addazio si è opposto, scatenando l’irritazione dell’azzurro: «Esiste già un percorso normativo ben definito», commenta il consigliere, «la legge vigente prevede infatti l’istituzione della Nuova Pescara al 2027. E non è casuale: coincide con la data del centenario della nascita della città di Pescara, assumendo quindi anche un forte valore simbolico e identitario». Se si arriverà alla fusione, sarà senza sconti di percorso. Ma la priorità, adesso, è il voto di Spoltore e Montesilvano: «Intervenire oggi con qualsiasi modifica legislativa potrebbe risultare prematuro. Una scelta più rispettosa del principio democratico è quella di attendere l’esito di un eventuale nuovo referendum, lasciando che siano nuovamente i cittadini a esprimersi. Solo a quel punto», conclude D’Addazio, «le istituzioni potranno assumere decisioni consapevoli e condivise. Non possiamo essere rigidi: l’approccio giusto a Nuova Pescara deve coniugare il rispetto delle decisioni già assunte con la necessità di ascoltare, ancora una volta, la voce delle comunità locali».

Il progetto di fusione, dunque, anziché unire, finisce per dividere il centrodestra. Un problema serio per Sospiri: tiene più di tutti alla Nuova Pescara, ma da giorni vede gli ostacoli davanti a lui moltiplicarsi. E se già gli esiti dei referendum di Spoltore e Montesilvano rappresentano una pericolosa incognita – non a caso l’azzurro ha chiesto alle due amministrazioni di «rinunciare» – ora con la nuova spaccatura in maggioranza il rischio è quello di entrare in una fase di stallo. Un’impasse politica che ricade prima di tutto sui tempi della fusione: senza accordo di coalizione, non ci sarà nessuna proroga al 2029. Quindi rimane il rischio che tra meno di un anno Pescara torni al voto. Non una bella notizia per il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) che, dopo la vittoria schiacciante alle amministrative dello scorso mese, ha atteso a lungo prima di comporre la sua giunta. Alla fine, dopo aver chiesto a lungo a Sospiri garanzie sulla durata del mandato («Resto 7 mesi o 2 anni?»), ha deciso comunque di formare una squadra fortemente politica, come se il traguardo del 2029 non fosse in discussione. Attorno a Nuova Pescara, però, cresce soprattutto l’incertezza.